Moda, Hind Lafram la prima stilista per donne musulmane

0
12
La stilista (al centro) dopo una sfilata di moda

Marocchina di nascita, torinese di adozione con le sue creazioni vuole combattere gli stereotipi

Ago, filo, tessuti morbidi e colorati sono gli attrezzi del mestiere di Hind Lafram: stilista per donne musulmane.

Lei è la prima donna stilista a cucire abiti su misura, secondo le indicazioni della fede musulmana. Hind è nata in Marocco, a Casablanca, e a tre anni con sua madre e i fratelli è arrivata in Italia per ricongiungersi con il padre che era già a Torino per lavorare. 

“Sono diventata stilista per passione, partendo dalle mie esigenze – racconta la giovane imprenditrice. Ho iniziato a cucire prima per le mie bambole poi per me. A dodici anni ho deciso di portare il velo e incontrato difficoltà a trovare abiti che mi piacessero e che fossero rispondenti alle mie esigenze di fede”.

Come deve vestire una donna musulmana?

“Oltre a non far vedere il capo, bisogna anche non indossare vestiti trasparenti e aderenti. Ovviamente ogni donna musulmana è libera di interpretare queste indicazioni secondo il suo livello di fede e sceglierà come vestirsi. Io creo abiti con il gusto italiano con i precetti del velo. Scelgo sempre tessuti italiani, di qualità. Attraverso la mia moda voglio valorizzare la persona che indossa l’abito e non solo l’abito in sé”.

“Da quando ho iniziato a cucire i miei vestiti ho riscontrato subito grande interesse da parte delle mie amiche che mi chiedevano di realizzare abiti anche per loro, così ho deciso di aprire una pagina Facebook e cucivo su misura. Dopo il diploma in moda e confezione nel 2015 mi sono trasferita un anno a Milano e ho lavorato in un Ufficio Stile e lì ho appreso davvero tante cose che non erano sui libri di scuola. E’ stata una palestra utile e da lì ho cominciato a sognare di avere una mia impresa e creare una collezione. Nel 2017, tornata a Torino, ho registrato il primo e unico marchio made in Italy di vestiti per donne musulmane: Hind Lafram. Ho realizzato un’offerta ampia pensando alla giornata di ogni donna, così c’è giorno, sera, sport e cerimonia. Vestire le donne musulmane è per me una grande soddisfazione ma devo dire che le mie clienti sono anche donne non musulmane che però amano i miei vestiti e sentirsi “comode e a proprio agio” indossandoli”.

Il successo è arrivato e ha anche ottenuto nel 2018 un importante riconoscimento: è stata premiata come una tra i migliori imprenditori immigrati in Italia alla decima edizione del MoneyGram Awards, ospitati nella Sala dei 100 anni, all’interno del palazzo della cancelleria di proprietà della Città del Vaticano e a consegnarle il premio è stata l’ex presidente della Camera, Laura Boldrini.

Hind dopo aver creato la società, per varie situazioni, ha deciso di chiuderla e continuare a lavorare da sola, con il suo marchio. “Amo lavorare anche con le sartorie sociali, – spiega la stilista – perché credo nell’integrazione e nel dare possibilità di riscatto alle donne attraverso il lavoro”. 

Cuce su misura e ha creato anche una linea sportiva che ha ottenuto molto successo tra le donne. Ha creato un burkini per andare al mare, un indumento sportivo, fatto apposta per quell’uso. Mentre prima si andava al mare con vestiti normali, ora esiste un costume adatto, realizzato con materiali idonei: è igienico, leggero e si asciuga in fretta, spiega la stilista.

“Con la mia collezione voglio dimostrare che la donna musulmana è una donna qualunque, che ama le cose belle come tutte le donne e che ama vestirsi con gusto. Creare abbigliamento da giorno, da sera e soprattutto sportivo è servito a dimostrare che questa donna lavora, esce la sera e fa sport (nella collezione ho presentato apposta quattro outfit sportivi diversi tra loro: corsa, nuoto, tennis, equitazione), oltre a mandare un messaggio indiretto per far cambiare la visione delle persone che pensano che sia un obbligo indossare il velo”.

Ovviamente con il successo arrivano anche le critiche e i social sono i primi a veicolare certi messaggi. “C’è forte la convinzione in Italia – spiega la giovane stilista – che le donne musulmane siano costrette dagli uomini (padri, mariti, fratelli) a coprirsi, per compiacere o per obbedire. Così c’è chi critica anche questa moda abbinata al velo. Ma non è così. La scelta di indossare il velo per amore di Dio è libera, e siamo tante le donne che lo abbiamo fatto per convinzione. Attraverso la mia moda cerco di combattere l’ignoranza e gli stereotipi e per questo sono davvero felice quando anche donne non musulmane scelgono Hind Lafram”.