Regolarizzazione braccianti, Sagnet: E’ un provvedimento che farebbe onore all’Italia

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“La regolarizzazione dei migranti è un provvedimento che farebbe onore all’Italia, una rivoluzione verso la giustizia, la civiltà e il rispetto della dignità umana” perché “consentirebbe ai braccianti di emergere dalla piaga del lavoro nero in agricoltura che riguarda circa 100mila persone invisibili all’anagrafe ma anche al fisco italiano, pagate pochi euro l’ora e senza alcuna tutela in termini previdenziali e di sicurezza sul lavoro e sanitaria”.

È quanto sostiene Yvan Sagnet, ingegnere camerunense protagonista della protesta di Nardò del 2011 e fondatore dell’associazione internazionale anti-caporalato “No Cap” che alcuni mesi fa ha dato vita alla filiera etica contro il caporalato “Iamme”, insieme al gruppo Megamark di Trani, a Rete Perlaterra e Goodland, impegnata in progetti ad alto impatto sociale con al centro l’agricoltura.

Il progetto ha finora sottratto alla malavita e al ricatto dei caporali un centinaio di braccianti, selezionati principalmente all’interno di ghetti e baraccopoli di Puglia Basilicata e Sicilia a cui sono stati garantiti alloggi dignitosi, contratti di lavoro regolari, spostamenti con mezzi di trasporto adeguati, visite mediche, dispositivi per la sicurezza sul lavoro e bagni chimici nei campi di raccolta. “Ogni novità normativa – dichiara Francesco Pomarico, direttore operativo del gruppo Megamark – in grado di contribuire a una societa’ migliore e’ una normativa giusta”.(DIRE)

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