Minori non accompagnati, riparte l’iter della legge. Ridisegna il sistema di accoglienza

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Minori non accompagnati
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E’ arrivato in Aula, oggi, il testo di legge sui minori stranieri non accompagnati. Dopo un iter di tre anni, è arrivato in aula per la discussione generale, poi l’iter proseguirà nei giorni successivi fino all’approvazione definitiva.

Ne è convinta Sandra Zampa, deputata Pd e prima firmataria della proposta di legge:Ci abbiamo messo tanta fatica, impegno e ostinazione nel volerla – sottolinea – perché ci ha sempre accompagnato la consapevolezza che si tratti di un’esigenza della società e che tutti, dalle associazioni ai sindaci, sentono come necessaria”. A rincuorare la deputata del Partito democratico c’è anche l’appoggio delle altre forze politiche. “La legge è stata votata nelle commissioni senza opposizioni, perfino la Lega non ha votato contro, ma si è astenuta. Ora vedremo cosa succederà in aula – dice – ma siamo ottimisti. Credo che su questo tema sia pesata la posizione dei sindaci, che di qualsiasi schieramento politico siano, devono fare i conti nei territori con questo tema”.
Secondo i dati del ministero dell’Interno, dall’inizio dell’anno sono circa 20 mila i minori soli arrivati in Italia (19.429, dato aggiornato al 21 ottobre) circa settemila in più rispetto allo scorso anno. Non solo, ma in questi mesi si sono susseguiti gli allarmi sui minorenni stranieri che spariscono nel nostro paese e che, spesso, finiscono nelle reti criminali. Da più parti, dunque, si è alzata la voce per richiedere l’intervento delle istituzioni. Organizzazioni come Save the children hanno ribadito l’importanza dell’approvazione della legge, ferma ormai da troppo tempo alla Camera.

I punti della legge.

La proposta di legge n.1658 è stata presentata per la priva volta nel 2013, modifica al testo unico sull’immigrazione e alle altre disposizioni concernenti la protezione dei minori stranieri non accompagnati. In questi tre anni è stato più volte rivista anche per venire incontro a uno scenario radicalmente cambiato, ma anche per venire incontro ad alcune osservazioni fatte rispetto ad alcuni passaggi della legge. E così ad agosto è stato licenziato un nuovo testo e da allora l’iter è ripreso con l’esame degli emendamenti. In sostanza, la legge interviene su alcuni punti chiave nella tutela dei minori stranieri non accompagnati sul nostro territorio: innanzitutto ridefinendo un sistema unico per l’accoglienza incardinato nello Sprar (Sistema per la protezione dei richiedenti asilo e rifugiati), ma anche istituendo un tutor per ogni minore straniero non accompagnato e prevedendo forme di identificazione della minore età più tempestive.

Accoglienza dei minori stranieri.

La legge dice che tutti i minori non accompagnati (anche quelli che non chiedono protezione nel nostro paese) entrano a far parte dello Sprar.
“L’accoglienza e l’identificazione dei minori, cioè la loro messa in sicurezza, è la premessa per evitare la scomparsa di questi ragazzi e il rischio di nuovi viaggi – sottolinea Zampa –. E’ necessario dunque cambiare innanzitutto il sistema di accoglienza. Ma questa legge funzionerà solo se tutti i soggetti coinvolti sono disposti a metterci un di più: anche i comuni che oggi non aderiscono allo Sprar devono farlo. Se questo tema non viene affrontato bene diventa un problema, altrimenti può essere una risorsa e un’opportunità anche per i territori”. Nel testo si ribadisce che l’identificazione dei minorenni non deve superare i 10 giorni e che essi possono essere trattenuti nelle strutture di prima accoglienza non oltre i 30 giorni (oggi se ne prevedono 60).

Albo dei tutor e affidamento familiare.

L’altro punto chiave della legge è l’idea che ogni minore non accompagnato debba avere un tutor personale. Finora la prassi ha previsto che a svolgere questa funzione fosse il sindaco della città, dove i minorenni sono ospitati, oppure l’assessore ai servizi sociali, o ancora, il presidente della comunità di accoglienza.

L’onorevole Zampa

“Abbiamo la necessità di nominare tutori veri – spiega ancora Zampa – . Dobbiamo un grosso ringraziamento a coloro che finora hanno preso sotto la loro tutela centinaia di minori ma le cose devono cambiare, perché tutelare centinaia di minori significa nei fatti non tutelare nessuno”. L’obiettivo, duqnue, è quello di creare delle figure in grado di prendere in carico il minore e seguirlo passo passo. Per questo verrà istituito, dunque, un albo per i tutor volontari a cui potranno iscriversi privati cittadini, selezionati e adeguatamente formati, da parte dei garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza. “Questo spero ci aiuterà a contrastare il fenomeno dei  bambini che scompaiono: devono sapere che si possono fidarsi di noi –aggiunge – e noi dobbiamo dialogare con loro e capire perché e come sono arrivati e cosa li ha spinti, e come sono entrati in contatto con organizzazioni criminali. La legge prevede inoltre un incentivo all’affidamento familiare di questi ragazzi, che dovrà essere una scelta prioritaria rispetto all’accoglienza in comunità. “Ci sono famiglie ma anche alcune comunità etniche che chiedono di poter fare qualcosa per questi ragazzi – aggiunge la deputata Pd- ma attualmente c’è una grande confusione, perché spesso non esiste un modo per intervenire. Questo deve cambiare”.
Stessi diritti degli italiani, ma sono “minori più vulnerabili” . La critica che è stata più volte rivolta alla legge Zampa in questi anni è stata quella di voler creare un doppio diritto tra minori italiani e stranieri. Per questo si è provveduto a modificare il testo indicando nell’articolo 1 che “i minori stranieri non accompagnati sono titolari dei diritti in materia di protezione dei minori a parità di trattamento con i minori di cittadinanza italiana o dell’Unione europea” e che “le disposizioni si applicano ai minori stranieri non accompagnati, in ragione della loro condizione di maggiore vulnerabilità”. Uno dei principi cardine infatti è rinviare ogni decisione ai tribunali per i minorenni, proprio come accade per i minori italiani: “come abbiamo scritto nella Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia, i bambini non devono essere discriminati per nessun motivo – conclude Zampa – per questo a decidere saranno gli stessi organismi”.

Scritto da Laura Catanoso