Braccianti, la Flai Cgil con l’unità mobile assiste i migranti africani della Piana di Gioia Tauro

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Braccianti stranieri ancora senza diritti

L’intervento del segretario Rocco Borgese

“La raccolta agrumicola iniziata da pochi giorni nella Piana di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, ci dà un quadro completo di una situazione a dir poco preoccupante che vede come sempre i dannati della terra, – scrive il segretario della Flai Cgil della Piana di Gioia Tauro Rocco Borgese – i migranti africani a farne le spese e a pagare un conto salato che invece toccherebbe ad altri, dover saldare. Pur essendo decisamente il motore trainante dell’economia calabrese, si trovano ad essere come sempre braccia a basso costo, poiché da queste parti lo sfruttamento, fa comodo a tanti, specialmente a caporali e aziende disoneste, senza scrupoli, le quali speculano il loro guadagno sulla manodopera sfruttata e mal pagata.

Il loro lavoro, fa sì che le arance dal colore giallo oro comodamente arrivino sulle nostre tavole, ma dietro la loro raccolta si celano storie di donne e uomini sofferenti, privi di diritti e molto spesso schiavizzati psicologicamente i quali non trovano la forza di denunciare perché ostaggio proprio del loro stato di bisogno. In questo malessere generale, in questo momento cruciale di pandemia dove lo stato e le istituzioni dopo le tantissime denunce della Flai Cgil, sono assenti, loro continuano ad essere i cosiddetti dannati della terra, abbandonati al loro destino, in un ambiente che avendo maledettamente bisogno di loro, pare proprio non li voglia accettare trattandoli come se fossero figli di nessuno, figli di un DIO MINORE.  E allora per fortuna c’è l’unità mobile della Flai Cgil con a bordo le sue sentinelle rosse, le quali  si rapportano con i ragazzi migranti portando loro diritti e tutele affinché ogni forma di sopruso possa essere bandita e debellata. 

Si distribuiscono a giorni alterni facendo quindi il cosiddetto sindacato di strada, vivere di ogni genere e indumenti da lavoro, mascherine e gel igienizzante oltre al nostro numero verde, contro il lavoro sfruttato, ma nel contempo anche sorrisi e calore umano sempre necessario a riempire vuoti interiori; chi opera come la Flai da queste parti  sa benissimo che essere presenti è  necessario poiché se la presenza ed il monitoraggio del territorio venisse a mancare, i ragazzi migranti si troverebbero soli a lottare indifesi contro tutti, contro un mondo ed un sistema che pur sapendo siano necessari è veramente restio ad accoglierli”.

Rocco Borgese, segretario generale Flai Cgil Gioia Tauro RC