Agitu Ideo Gudeta, Una raccolta fondi per salvare la Capra felice

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Vignetta Biani raccolta fondi La capra felice

E’ partita il primo gennaio la raccolta fondi per salvare “La capra felice”, il sogno di Agitu Ideo Gudeta fermato dalla mano violenta di un uomo il 29 dicembre (leggi qui l’articolo). Sulla piattaforma GoFoundMe (qui la raccolta) è possibile donare e in pochissimo tempo sono già stati raccolti 74.446 euro su un obiettivo di 80.000 euro. Una raccolta lanciata proprio nel giorno in cui Agitu avrebbe compiuto 43 anni. L’immagine della copertina della raccolta è del famosissimo Mauro Biani.

“Agitu Ideo Gudeta aveva un sogno. Un sogno umile eppure grandissimo. Umile perché, – scrivono i sostenitori della raccolta fondi – aveva messo radici nelle terre incolte di una valle appartata del Trentino. Umile come la capra pezzata mochena in via d’estinzione di cui aveva deciso di prendersi cura. Dalle terre incolte, dalle capre era nato il grande sogno di Agitu, alimentato – come lei ha spesso raccontato – dall’amore: amore per il lavoro, amore per gli animali, amore per il territorio e per un formaggio che cambia il suo sapore e il suo profumo a seconda delle stagioni e della zona di pascolo.

Il sogno di Agitu oggi è rimasto orfano. Non ha più chi se ne prende cura, chi lo alimenta con la passione e la fatica quotidiane, con la capacità di trasformare l’umiltà in grandezza.

Oggi Agitu avrebbe compiuto 43 anni. Agi, come la chiamano gli amici, non è stata solo un’imprenditrice di sogni. Per molti è stata un’amica, un esempio, uno stimolo a lavorare insieme per recuperare antichi saperi che, in questo nostro mondo post industriale, hanno avuto un successo imprevisto mostrando una strada, una possibilità di vita che era stata dimenticata. Per onorare la memoria di questa imprenditrice fiera e coraggiosa, per coltivare i suoi progetti, coloro che hanno voluto bene ad Agitu promuovono una raccolta fondi. Il suo gregge di capre non deve essere smantellato, le terre che lei aveva affittato non devono tornare ad essere abbandonate. La sua sapienza nell’arte casearia deve trovare nuovi eredi. A giorni nasceranno i capretti che Agitu allevava con tanta passione. Queste nuove vite chiedono cure e attenzioni, quelle che Agitu non può più dare.
Inoltre, i fondi verranno utilizzati per aiutare la famiglia a far fronte alle spese del trasferimento della salma in Etiopia”. 

Figlia dell’Africa, laureata in Sociologia a Trento, formatasi nell’arte casearia in Francia, Agitu aveva saputo unire mondi, culture, persone, saperi. Oggi dobbiamo essere noi a unirci per lei e nel suo nome, facendoci carico dei suoi umili grandissimi sogni. Della creativa ed energica pastora della valle dei Mocheni non vogliamo ricordare la morte violenta, ma le idee e le capre felici, nonostante tutto”.