E’ Ramadan, il mese sacro dei musulmani

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E' Ramadan

E’ il mese del digiuno, è il Ramadan. In un’Italia che parla già di multiculturalità ecco che la luna e il mese sacro per i musulmani irrompono nella quotidianità di chi vive su questa sponda del Mediterraneo.
Non c’è dubbio che oggi l’Islam è la seconda più grande religione in Italia dopo il cattolicesimo. Si tratta di un numero sempre crescente che, secondo gli ultimi dati di Caritas/Migrantes (2012), rappresenta il 32,9% del totale dei 5.011.000 stranieri regolarmente presenti in Italia, cui si deve aggiungere un numero esiguo di italiani convertiti e di immigrati che hanno ottenuto la cittadinanza. I musulmani provengono da nazioni diverse, con una maggioranza proveniente dal Marocco (506.309), seguiti da immigrati di altri Paesi, quali l’Albania, la Tunisia, il Senegal, l’Egitto, il Pakistan, il Bangladesh, la Libia, l’Algeria, la Bosnia Erzegovina, la Turchia, ecc…

Ed allora ecco che Fatima, Josef, Tarik, Hassan giovani stranieri che vivono in Italia popolano la pagina Facebook creata da Hasna Labyed: “Per tutti quelli che passeranno questo Ramadan in Italia nsh’allah, una pagina per passare questo sacro mese insieme, passarci ricette, scambiare chiacchiere e magari sapere un po’ di più sulla nostra religione.. Invitate tutti i vostri amici 🙂 e chiunque sia interessato ! u Allah idakhlo aalikoum b saha u salam :)”.
Scrivono, scambiano idee e soprattutto chiedono quando inizierà il Ramadan. Un mese che inizia con la nuova fase lunare e che cambia ogni anno. Lo scoccare dei 30 giorni sarà oggi, 28 giugno, per chi segue le associazioni più grandi, come il Consiglio Islamico Europeo per la Fatwa e la Ricerca. C’è chi preferisce un’interpretazione più letterale e comincerà il Ramadan solo quando la luna nuova sarà visibile anche in Italia.
Questa è la via scelta da Dhummcatu, associazione musulmana di Tor Pignattara, a Roma. Data d’inizio possibile il 29 giugno. Il mese si apre con la prima preghiera al tramonto, momento in cui inizierà il digiuno fino al tramonto del giorno dopo. “Con l’inizio del mese del Ramadan – scrive l’associazione in un comunicato – chiediamo gentilmente, nel caso in cui venissero fermate persone in un orario coincidente con il fajr o con il tramonto, di verificare se la persona sia di fede islamica; nel caso in cui fosse così vi esortiamo a lasciare qualche minuto di tempo per permettere al cittadino oggetto di fermo di bere qualcosa prima dell’inizio del Ramadan o per la rottura del digiuno – quando questo controllo coincida con il tramonto”.
A Milano la novità del Ramadan di quest’anno – che inizierà per tutti il 28 – sarà il coinvolgimento dei centri d’accoglienza in cui si trovano i cittadini siriani in transito dalla città lombarda. Ancora non sono chiari i dettagli dell’evento, ma l’intenzione del Coordinamento delle associazioni islamiche di Milano Monza Brianza (Caim) è quello di creare un momento di condivisione della preghiera con chi sta nei centri.
Bologna per la prima volta si presenta al Ramadan con un coordinamento di associazioni. Si chiama Cib (Comunità islamica di Bologna) e raccoglie a sé otto moschee del capoluogo emiliano. “Non c’era modo migliore per noi di iniziare il Ramadan di quest’anno”, spiega il coordinatore Yassine Lafram. Il patto sottoscritto tra le associazioni islamiche ha avuto un anno di gestazione: ” Siamo riusciti ad unire la comunità e trovare delle linee comuni nonostante le diverse scuole di pensiero”, commenta soddisfatto Lafram. La comunità bolognese è infatti molto variegata, comprende bengalesi, pakistani, arabi, maghrebini, kosovari, albanesi. “Ma questo – conclude Lafram – non è stato d’ostacolo, alla fine”.
Ma per i musulmani d’Italia la via dell’integrazione non è ancora del tutto spianata, anche se molto è cambiato dagli anni di prima immigrazione, persistono ancora ostacoli per il riconoscimento di alcuni diritti: come quello di costruire luoghi di culto per la libertà di preghiera, ma anche l’accesso all’8 per mille che permetterebbe di organizzare meglio l’azione religiosa e favorire il dialogo fra le culture.