Roma, arriva il film documentario “Il filo dell’alleanza”

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Sessanta donne del Mediterraneo tessono la pace e ricuciono gli strappi della guerra


Il 16 febbraio alle ore 11:00 al Cinema Nuovo Sacher di Roma la proiezione del film documentario Il filo dell’alleanza, seguita dall’incontro “L’arte ricuce le differenze”. Il filo dell’alleanza, film documentario di Francesco Miccichè e dell’artista Daniela Papadia, è una storia di donne del Medio Oriente che ricamando ricuciono gli strappi della guerra: sessanta donne di varie etnie e religioni della Terra Santa tessono insieme un arazzo che rappresenta il Mediterraneo e il sangue dell’uomo. Il documentario racconta questa storia d’incontri, di trame che intrecciandosi creano nuove alleanze, superando le reciproche paure. 

Il film è il racconto di un viaggio straordinario, quello di un’opera di Daniela Papadia da Palermo alla Terra Santa, e un reportage umano e intimamente politico nelle vite di donne comuni, impegnate a vivere in terre non comuni attraversate dalla guerra. Un viaggio scritto in una mappa speciale, quella del nostro genoma che disegna il mediterraneo. Il Filo dell’Alleanza è il racconto della creazione e della realizzazione di un grande arazzo, lungo quasi sei metri, concepito da Daniela Papadia con l’intento di farlo ricamare alle donne delle comunità di etnie diverse, israeliane e palestinesi, druse e beduine, stanziate tra Israele e Palestina. Il disegno dell’arazzo è quello del genoma, la mappa dentro il nostro sangue che integra e definisce l’unicità e la somiglianza di ogni persona.

L’arazzo è la mappa nautica del Mediterraneo, rappresentata al suo interno da una serie di dodici geni, che hanno un ruolo fondamentale nella funzione del sangue, scelti per evidenziare il forte ruolo che il sangue ha sempre giocato nel mondo come simbolo di alleanze, rotture o accettazione. La mappa del genoma, nella sua complessa elaborazione, ci mostra gli elementi comuni che appartengono all’umanità intera.


Daniela Papadia ha scelto il ricamo come mezzo espressivo perché è l’arte della riparazione. La metafora dei fili e della tessitura è stata utilizzata in tutte le tradizioni dei vari popoli della terra. Il filo è l’immagine della vita stessa e del destino al quale tutti siamo invisibilmente legati. Il gruppo di donne prova a ricucire gli strappi della propria esistenza ricamando i geni del sangue, metafora del sangue versato in una terra martoriata da guerre fratricide. Il sangue simboleggia la vita, è un legame non solo di natura relazionale ma anche biologica. Il filo del ricamo unisce mani, occhi, vite differenti. Un gesto semplicissimo, che ci mostra come di là degli incroci della storia, della politica, degli interessi nazionali, delle propagande, proveniamo tutti da una donna, un mare, un sangue, e dobbiamo ricordarci di un destino comune, e della necessità di un comune vivere. Il Filo dell’Alleanza diventa così un viaggio visionario e commosso in luoghi toccati da inesausta bellezza, dentro volti indimenticabili, voci e racconti di donne che hanno sofferto e che sanno ancora sorridere.  

Un viaggio compiuto su un’opera d’arte, come un tappeto volante. E nella geografia esterna (il mare Mediterraneo) e interna (il genoma) delle nostre vite. Nelle credenze diverse, nelle comuni radici. A impreziosire il film, la presenza partecipe dello scrittore di fama mondiale, romanziere, saggista Abraham Yehoshua, che porta al film il suo pensiero sulle possibilità di pace nei Territori, e lo ha già definito “un documentario che aiuta a costruire la pace”. 

Il documentario-prodotto dalla R-Reporter in associazione con Istituto Luce Cinecittà, che lo distribuisce, è stato in concorso a Alberta International Women’s Film Festival, FilmArte Festival di Berlino e al SalinaDocFest. L’arazzo de Il Filo dell’Alleanza è stato esposto a Gerusalemme, Palermo e a Bruxelles.

IL PROGRAMMA 
CINEMA NUOVO SACHER, Largo Ascianghi, 1, 00153 Roma

– Ore 11:00 proiezione del film documentario Il filo dell’Alleanza di Francesco Miccichè e dell’artista Daniela Papadia, preceduta da una presentazione.

– Ore 12:00 incontro “L’arte ricuce le differenze”, con Francesco Miccichè, Daniela Papadia, Carolyn Christov-Bakargiev, scrittrice e storica, direttrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Milena Santerini della Comunità di Sant’Egidio, nominata di recente  Coordinatrice nazionale per la lotta all’antisemitismo. Partecipa: Lorenzo Angeloni, direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Moderatore: Filippo Ceccarelli, giornalista de la Repubblica e scrittore.