Marwa Mahmoud conferisce la cittadinanza italiana a 15 reggiani

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E’ emozionata Marwa Mahmoud, giovane donna, consigliera comunale di Reggio Emilia e Presidente della Commissione consiliare “Diritti umani, pari opportunità e relazioni internazionali” perché per la prima volta lei, che è arrivata in Italia a quattro anni da Alessandria d’Egitto ed è crescita a Reggio Emilia, ha indossato la fascia e nella Sala “del Tricolore” proprio dove è nata la bandiera italiana il 7 gennaio 1797, ha conferito la cittadinanza italiana a quindici cittadini reggiani.

“È stata la mia prima volta! Una grande emozione per me e per loro. Quel percorso lo conosco bene. So quanti sacrifici, sogni e speranze vi siano legati. E il giuramento diventa uno spartiacque, tra un prima e un dopo. La verbalizzazione di un senso di vivere e di appartenere ad una Città che già da tempo senti Casa”, racconta Marwa Mahmoud. 

“E’ una cerimonia veramente bella, anche se adesso in tempo di Covid siamo stati costretti a delle misure di sicurezza e per questo non abbiamo poi potuto cantare l’Inno nazionale tutti insieme. E’ un momento importante, che generalmente vive tutta la città. Reggio Emilia è una cittadina che ha 170 mila abitanti, di cui il 17 per cento stranieri, conta 149 nazionalità diverse. Qui sempre si è lavorato per l’integrazione e l’accoglienza è forte e i tempi legati alla cittadinanza sono sentiti tanto che Reggio è alla testa di un movimento nazionale per i diritti di cittadinanza chiamato L’Italia Sono Anch’io. Italiani Senza Cittadinanza, che stanno facendo pressione perché venga approvata la nuova legge sulla cittadinanza. Non c’è più tempo da perdere, aspettiamo già da troppo tempo e le scorse due legislature sono state veramente deludenti. Adesso c’è l’emergenza Covid e ci tocca ancora avere pazienza ma il sistema Paese non può più aspettare. Sono tante le persone che hanno necessità di vedere riconosciuti i loro diritti ed uscire dal limbo”.

La presidente Marwa Mahmoud da sempre sostiene tutte le battaglie che riguardano i diritti umani e civili, il dialogo interreligioso, la riforma sulla cittadinanza per l’inclusione sociale e culturale delle nuove generazioni, e spiega “Reggio è la mia città, un luogo che ha accolto la mia famiglia e che amo. È la mia casa e per questo la vorrei rendere sempre più vivibile, accogliente ed inclusiva, anche se le istituzioni locali sono preparate, i servizi sono molto presenti; c’è grande attenzione al welfare interculturale, che puoi vedere anche in piccoli dettagli, come la scelta dei menù alle mense scolastiche. C’è tanto volontariato, e un associazionismo frenetico”.

“Il mio sogno è che sempre più le giovani donne con background migratorio si avvicinino alla politica, entrino nelle istituzioni perché solo così avremo un vero cambio di passo”. 

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