Minori/ Il premio CHILD10 2020 a Glauco Iermano della cooperativa Dedalus di Napoli

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Oggi in Svezia la fondazione svedese CHILD10, impegnata nel sostenere i diritti dei minori nel mondo, e in particolare di quelli coinvolti in situazioni di tratta e sfruttamento, consegna il Child10 Award 2020 Glauco Iermano, coordinatore dell’Area Minori Stranieri non accompagnati della cooperativa sociale Dedalus di Napoli.

Il premio, che per la prima volta va a un italiano, viene assegnato a Iermano, operatore sociale con vent’anni di esperienza e dal 2007 socio della Cooperativa sociale Dedalus, per il grande lavoro fatto con i ragazzi e le ragazze stranieri sul territorio napoletano negli ultimi quindici anni. Otre 4000 ragazzi seguiti e salvati dalla trappola dello sfruttamento e del traffico di esseri umani, circa 150 accolti nelle case, quasi mille corsi di lingua italiana e 150 tirocini lavorativi attivati, di cui circa il 30% ha generato lavoro stabile, numerosi interventi per l’autonomia abitativa, il supporto scolastico, e i laboratori dove conoscersi e divertirsi.

“Questo premio internazionale rappresenta – ha dichiarato Iermano – un riconoscimento non solo per me e per la cooperativa Dedalus, ma per tutte e tutti gli educatori ed educatrici delle tante organizzazioni di cittadinanza attiva e del privato sociale che in Italia e nel Mezzogiorno, attraverso il loro lavoro non si limitano a tutelare i diritti delle persone più in difficoltà ma costruiscono nel concreto esperienze e comunità dove la convivenza tra differenze diventa occasione di crescita individuale e collettiva e non un problema da eliminare”.

Child 10, fondazione svedese impegnata nel sostenere i minori e le fasce vulnerabili nel mondo, dal 2014 consegna ogni anno un premio a 10 esponenti di organizzazioni del mondo che si sono distinti nel lavoro sociale ed in particolare nel sostegno e cura dei minori. Durante la cerimonia in Svezia a ogni vincitore vengono inoltre consegnati 10.000 dollari al fine di rafforzare, sviluppare e sostenere le attività di recupero dei ragazzi che hanno bisogno di tutela e cura.

“Solo creando una società dell’accoglienza, in cui lo straniero è percepito come una risorsa e non come una minaccia – ha continuato Iermano – è possibile costruire cose positive, mentre le politiche dell’odio e della speculazione rischiano di rovinare il futuro. Questo premio deve essere quindi un’opportunità per “comunicare il sociale“, ampliare progetti e realizzare cose future”.