World Radio Day / Radio Sprar rompe gli schemi e fa integrazione

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World Radio Day / Radio Sprar rompe gli schemi e fa integrazione

Domani, 13 Febbraio, si festeggia il “WORLD RADIO DAY”, Giornata Mondiale della Radio. La giornata che celebra la radio come strumento per migliorare la cooperazione internazionale tra tutte le stazioni del mondo e per incoraggiare le principali reti e radio perché promuovono la libertà di accesso all’informazione, la libertà di espressione ed il rispetto per le diverse culture, sulle onde della radio.
Il World Radio Day è stato proclamato il 3 novembre 2011 dall’UNESCO durante la 36a Conferenza Generale, a seguito di una richiesta da parte della Spagna. Nel 2012 l’UNESCO ha istituito il 13 febbraio come data della Giornata Mondiale della Radio, per ricordare l’anniversario della prima trasmissione radio delle Nazioni Unite avvenuta il 13 febbraio del 1946.

Dunque, la radio vista anche come strumento per di integrazione. Ed allora ecco che è importante il ruolo di Radio Sprar e di Radio Ghetto (radio Ghetto) due realtà giovani che con la musica e le parole rompono gli schemi.
Radio Sprar è nata a Barcellona Pozzo di Gotto, Messina, Sicilia e coinvolge i richiedenti asilo dello Sprar gestito dall’associazione I Girasoli onlus. Radio Sprar combatte i cattivi risvegli. Radio Sprar informa, canta e legge poesie a voce alta. Radio Sprar è voce del mondo nel mondo. Sono questi gli slogan con cui è partita, ormai da più di un anno, la radio in cui operano i richiedenti asilo, mettendo musica e nello stesso tempo imparando l’italiano, leggendo poesie e affrontando temi di attualità. Il laboratorio è portato avanti dall’associazione I girasoli onlus che gestisce lo Sprar di Barcellona Pozzo di Gotto dove sono accolti 37 immigrati. I primi ad iniziare sono stati 8 richiedenti asilo, coordinati dall’operatore Nicola Isgrò, appassionato di musica e attivista dell’Arci. Inizialmente l’obiettivo era insegnare l’italiano ai migranti in modo più innovativo e coinvolgente. Tra di richiedenti asilo, un contributo importante per la ricerca delle notizie internazionali è stato dato da Aziz di 25 anni che in Somalia faceva il giornalista e che, imparando bene l’italiano, si è impegnato in maniera creativa e significativa per la radio. Aziz è riuscito a video- intervistare, due mesi fa, con il video “liberi tutti”, anche tre internati dell’ex Opg di Barcellona. Il giovane per adesso è partito per favorire il ricongiungimento familiare della moglie. Poi c’è Mussa, 29 anni,del Gambia, appassionato di musica reggae. Gli altri ragazzi a giro partecipano in vario modo, organizzando il palinsesto, preparando gli stacchetti e scegliendo la musica.
Com’è nata Radio Sprar. L’idea della radio è partita, però, dal giovane attivista dell’Arci e operatore dello di Barcellona P. G. Nicola Isgrò . “L’integrazione passa anche dalla radio web. E’ stata una scommessa che sta avendo successo perché la musica è veicolo di crescita, di conoscenza, di un modo per rompere schemi e difficoltà comunicative con gli altri. Radio Sprar è nata nella nostra struttura di Barcellona P. G. e piano piano la stiamo diffondendo con altre postazioni mobili in altre nostre realtà come a Mazzarino e a Caltanissetta – racconta Calogero Santoro, presidente dell’associazione I girasoli onlus -. La piattaforma radiofonica web è nata con l’intento di fare esprimere ai nostri ragazzi con la musica la loro cultura di appartenenza e quella del paese in cui sono ospiti. Un’opportunità significativa per creare cultura, sviluppare relazioni e prendere consapevolezza del territorio”. “L’obiettivo è fare decollare la piattaforma radio magari acquistando gli spazi radio in diretta. La sfida più ardua è quella di aprirci sempre più all’esterno. Inoltre, abbiamo iniziato un gemellaggio, anche, con Radio Voce contadina di Roma dedicata al mondo rurale. L’obiettivo con il tempo è quello di riuscire ad arrivare a una programmazione di 24 h per tutti i giorni come gli altri network. Spero anche di migliorare la mia formazione a Roma in modo da potere fare diventare la nostra piattaforma la voce degli Sprar d’Italia”. 

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Paola Suraci
Giornalista indipendente. Mi occupo di Sud, di terre dove l'emarginazione ha diverse facce. Racconto storie di uomini e donne che lottano per non arrendersi, per cambiare, racconto un altro Sud che spesso non ha voce. Guardo al Mediterraneo e ai fenomeni migratori auspicando la mescolanza di culture.