Corridoi umanitari, Reggio Calabria accoglie tre famiglie migranti

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corridoio umanitario

La Chiesa italiana, tramite i suoi organismi Caritas e Migrantes, insieme alla Comunità di Sant’Egidio, la Comunità Papa Giovanni XXIII, è in prima linea nell’attivazione di vie legali e sicure per far entrare in Italia donne, uomini e bambini che vivono da anni nei campi profughi dell’Etiopia, Siria, Giordania ed evitare così le morti in mare e i percorsi nell’irregolarità.
Anche l’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova ha ritenuto aprirsi ad un percorso pastorale significativo ed aderire al Progetto “Corridoi Umanitari”, dopo le esperienze rilevanti di condivisione fatte con il “Coordinamento Diocesano Sbarchi” e con l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati nelle strutture di “Filoxenia”.
Il Coordinamento del progetto è stato affidato dalla arcidiocesi alla Comunità Papa Giovanni XXIII che avrà inoltre il compito verso i beneficiari di orientamento socio–territoriale volto al sostegno sociale e psicologico, corsi di lingua italiana, mediazione linguistica, attività legali e amministrative inerenti il titolo di soggiorno.
Due parrocchie, rispettivamente Santa Maria Del Lume in Pellaro e Santi Cosma e Damiano in Maselle assieme all’Associazione Abakhi, avranno il compito di individuare gli appartamenti per le famiglie; l’iscrizione dei minori e accompagnamento all’attività scolastica; accompagnamento e orientamento sanitario dei beneficiari (acquisto farmaci e trasporto verso le strutture sanitarie) ; il coinvolgimento di famiglie tutor e delle comunità parrocchiali nel compito di socializzazione all’interno delle rispettive comunità.
Il progetto non avrà fondi pubblici, ma sarà coperto in parte da fondi che la Cei ha messo a disposizione specificatamente per i “Corridoi Umanitari”.
Sono tre le famiglie arrivate la notte del 30 gennaio 2019 – non con barconi rischiando la vita ed essere trafficati – ma con visto d’ingresso e arrivo con volo di linea a Fiumicino, dopo aver espletato tutte le procedure con la Polizia di frontiera hanno proseguito il loro viaggio verso Reggio. Le tre famiglie sono di etnia eritrea e sono composte da 5 adulti e 7 Bambini più 1 in arrivo essendo una delle mamme in stato di gravidanza al quarto mese; il più piccolo dei bambini ha 8 mesi, il più grande otto anni. Le famiglie sono di fede cristiana copta