La poetessa Fatima Bouhtouch porta il suo sguardo nei versi

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fatima bouhtouch

Il 27 gennaio Fatima Bouhtouch è salita sul palco di Italia’s Got Talent, riscuotendo un grande successo. Fatima Bouhtouch è una poetessa italiana di origini marocchine, nata in un ospedale di Mirandola, un piccolo paese in provincia di Modena, come recita l’incipit della sua poesia. La sua poesia parlata, o recitata, è composta da assonanze e dissonanze, di pochi giri di parole, ma parole assai taglienti e dirette. Nel suo profilo Instagram, fatimouch_ , sono pubblicate diverse poesie e componimenti scritti e recitati da lei, tratti dalla sua prima raccolta di poesie “Come alberi”. Nelle sue poesie emergono e si intrecciano diverse questioni: elogi di mamme “di seconda categoria” che faticano a crescere figli e figlie in una paese straniero ma “non amate abbastanza” dai loro mariti, il senso di rabbia e riscatto nutrito dai giovani ragazzi e ragazze di origini straniere ma che di straniero hanno spesso solo (purtroppo) le cittadinanze giuridiche. Si parla di narrazioni di nonne in Marocco, zie e famiglie legate da trame di migrazioni transnazionali che sanno di geografie, passaporti, matrimoni misti e permessi di soggiorno. Uno dei capitoli di “Come alberi” recita, come una promessa: 
“Alle figlie femmine, che sono nate dal desiderio di un figlio maschio E sono diventate meglio di qualsiasi altro desiderio”.


Fatima Bouhtouch riesce ad elaborare, tramite la parola scritta, quelle esperienze negative che ha subito: certamente gli insulti verbali, ma forse, più di tutto, il fatto di essere privata della “propria narrazione”, ed essere condannata fin da piccola a ciò che gli altri, ovvero la loro ignoranza, raccontano di lei. E così che tramite la sua performance riesce a “restituire il suo sguardo”, riappropriandosi della sua rappresentazione di se stessa. Fatima Bouhtouch non parla di razzismo, o di Islamofobia, anche se è chiaro che essi costituiscano la struttura con cui i giovani e le giovani italiane di origini straniere devono fare i conti e che siano fortemente radicate in Italia, nonostante i giudici ci tengano a sottolineare che “non sono tutti cosi”. Ecco perchè le sue parole hanno una risonanza maggiore, su quel palco: esse costituiscono un momento di occasione, per tutti e tutte noi, per metterci in ascolto di chi trova solitamente meno spazio per farsi sentire.