“Black star” esce nelle sale il 10 ottobre e racconta la storia della squadra dei rifugiati

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Black star esce nelle sale il 10 ottobre e racconta la storia della squadra dei rifugiati

“I miracoli non esistono, le persone sono l’unico miracolo possibile” mai come negli ultimi giorni parole come queste si caricano di un significato profondo. Sono tratte da “Black star – nati sotto una stella nera”, un film liberamente ispirato alla vera storia della prima squadra di calcio composta esclusivamente da rifugiati politici, la Liberi Nantes Football club (https://www.immezcla.it/component/k2/item/218-liberi-nantes,-i-rifugiati-fanno-squadra-e-vanno-in-goal.html)
Il film diretto da Francesco Castellani e interpretato anche da alcuni ragazzi che giocano nelle fila della Liberi Nantes uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo 10 ottobre.

Nella storia, il campo da calcio nel quale la squadra si allena nel quartiere di Pietralata a Roma, diventa oggetto di un contenzioso con un comitato di quartiere che ne rivendica l’assegnazione. Quando viene firmata l’ordinanza di sgombero, sia la squadra che il comitato decidono di occupare il campo per presidiarne gli spazi. Così, ai lati opposti della barricata prendono forma le storie di tanti personaggi che finiscono per mettere migranti e non migranti su uno stesso piano: quello purtroppo sempre più diffuso della precarietà e dell’incertezza nel futuro.
Black star è un film corale, e non potrebbe essere altrimenti, in cui mondi diversi si incontrano e si scontrano, non riuscendo a capire quanto in fondo siano vicini. Tante storie diverse, come quelle di Samuel e Kabir che hanno dovuto abbandonare i loro Paesi per affrontare la fatica e i pericoli di un viaggio che la maggior parte di noi non riesce neanche ad immaginare. Accanto a loro, o meglio al di là della barricata, ci sono però anche le altre storie, come quella di Marcello che ha perso il lavoro e che, dietro le rivendicazioni per uno spazio che in fondo non sente neanche suo, si ritrova ad essere pedina di interessi più grandi. È una vera e propria guerra tra poveri nella quale poco a poco ci si trova a guardare in faccia l’altro, a scoprirlo e a riconoscersi uguali a lui.
A fare da cornice alla storia è Pietralata, storico quartiere della periferia romana che, dai “Ragazzi di vita” di Pasolini ai giorni nostri, è rimasto terra di immigrazione, ma allo stesso tempo di integrazione. La narrazione alterna diversi registri, da quello drammatico dei momenti più intensi a quello ironico, a tratti anche comico per costruire un film capace di commuovere, ma anche di strappare più di un sorriso al pubblico. Particolarmente coinvolgente anche la colonna sonora composta da musiche originali, come la canzone “Black star” scritta dal gruppo dei Bufalo Kill o “Frammenti per viola sola” della compositrice Lucia Ronchetti, e da brani che il Maestro Ennio Morricone ha voluto regalare al film. Voce narrante della storia è quella di Marco Marzocca, che interpreta il campo da calcio, terreno di scontro, ma soprattutto di incontro tra civiltà.
 
Il monumento al migrante ignoto 
C’è anche un’opera d’arte tra i protagonisti del film: è il Monumento al migrante ignoto, la scultura fischiante che il gruppo di ricerca coroplastica e sonora Sprout ha dedicato alle vittime della migrazione forzata. La scultura che ricorda visivamente una capanna, un riparo di fortuna, ma anche un tunnel, un luogo di passaggio, è composta da 300 elementi in ceramica agganciati a un cavo d’acciaio. 28 di questi elementi sono predisposti per emettere un fischio, come richiamo affinché i migranti trovino la loro strada, ma anche per ricordare tutti quelli che non ce l’hanno fatta. Dopo le riprese del film, la scultura è stata donata da Sprout alla Liberi Nantes Football Club e può essere visitata presso il campo di Pietralata.

Scritto da Fausta Tagliarini