Immigrazione / “Viste dal mare”, storie di sorellanza tra donne

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libro viste dal mare

E’ il racconto di una sorellanza, di una quotidianità fatta di avvicinamenti. Storie di donne e di migrazioni, di accoglienza e di fiducia, perché le donne soprattutto sono capaci di questo dialogo intimo, che mette a nudo e crea legami.

C’è tutto questo in “Viste dal mare”, l’instant book di Donatella Turri, edito da Pacini (nella collana Narrativa & Volti). Una pubblicazione voluta fortemente dalla Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia per raccontare sei donne coinvolte nelle migrazioni forzate e nell’esperienza dell’accoglienza.

In una narrazione delle migrazioni che è quasi sempre pensata al maschile, avviare una riflessione sulla migrazione femminile, raccontare le storie delle migranti permette di dare voce a un fenomeno che rimane ancora oggi fuori dal dibattito.

Ecco cosa fanno Donatella Turri, Chiara Mugnai, Chiara Parenti e Alessandra Petrelli con questi racconti che parlano di donne che arrivano e di donne che accolgono.

“Le ragioni che spingono le donne a migrazioni forzate, risiedono principalmente nella loro sfera privata. Vanno dalla violenza domestica alla violenza sessuale come strumento di controllo sociale o arma da guerra, ad abusi come le mutilazioni genitali che interessano in gran parte ragazze giovanissime spesso minorenni, alla tratta ai fini di sfruttamento lavorativo e sessuale”.

Oumoh, Gift, Precious, Marcella, Rossana e Cristina, sono loro le protagoniste di un libro “semplice e intimo” in cui si possono cogliere i punti di incontro di una “umanità di fondo che rende sorelle tutte le vite”. Gli abusi che spingono alla fuga queste donne permeano tutto il viaggio migratorio, qualunque ne sia la causa: “una donna, soprattutto se viaggia da sola e sicuramente se inserita in un percorso di tratta, è consapevole che la moneta di scambio risiede principalmente nel suo corpo”.

Storie di donne, grandi e piccole, viste da due prospettive diverse: “da una parte la ricerca di una vita diversa anche a rischio della morte per fuggire dalla violenza, la guerra, il conflitto, la fame; dall’altra il soccorso e l’accoglienza a chi sta cercando di trovare una nuova casa, lasciando in fuga la propria terra”.

Sono sempre di più le Misericordie impegnate sia nella gestione dei Centri di primo soccorso e di accoglienza (a Lampedusa e a Isola Caporizzuto) per richiedenti asilo e rifugiati e il libro è uno sguardo all’impegno della Confederazione nell’ambito del sistema. Un’accoglienza fatta nello stile Misericordia, con la persona al centro: “c’è un irriducibile umano che nell’incontro esce fuori. Ci scopre prossimi, prima dell’intenzione di esserlo. Ci fa comprendere il significato di famiglia umana”.