Carne rossa, i pericoli per la nostra salute: aumenta il rischio di contrarre malattie

La carne rossa è ancora protagonista di segnali di allarme che portano a rivedere i piani alimentari e limitarne il consumo.

Gli studi sono molto evidenti e dimostrano come, un consumo di carne lavorata, possa essere associato all’insorgenza di malattie. Il problema è legato soprattutto ai grassi saturi che spingono il colesterolo ad aumentare e quindi hanno una diretta connessione con l’aterosclerosi.

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Carne rossa e nuovi studi (immezcla.it)

Questo giustifica anche la decisione di inserire nelle linee guida alimentari per una corretta alimentazione solo una porzione di carne rossa, prediligendo sempre quelle di tipo magro e comunque andando a eliminare il grasso.

Carne rossa: perché fa male alla salute

Nel dibattito sociale la carne ormai ha raggiunto livelli importanti, da un lato c’è la preoccupazione per la salute, dall’altra per l’ambiente. Eppure questa continua ad essere protagonista della tavola. In passato era considerata una sorta di bene di lusso, era costosa e meno reperibile. Nel tempo gli allevamenti intesivi si sono diffusi a macchia d’olio per rispondere con sempre maggiore insistenza a quelle che sono le necessità umane. Per questo quello che era un prodotto di nicchia è diventato ad ampia diffusione, come il pane, il latte, le verdure. Si trova ovunque a prezzi anche molto accessibili. Questo però deve far sorgere degli interrogati su come viene lavorata e prodotta la carne a cui abbiamo accesso.

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Quando la carne rossa diventa un pericolo per la salute (immezcla.it)

Se un tempo era un bene di lusso e oggi invece si trova a pochi euro al supermercato, cosa è cambiato? La chiave del beneficio o meno è tutta in questa risposta. Non è solo dovuto al cambiamento delle condizioni economiche generale ma ad un abbassamento enorme dei prezzi che ovviamente sono possibili perché c’è produzione di massa e quindi anche tecniche che non sono eccellenti dal punto di vista nutrizionale per l’animale e quindi per l’uomo.

La carne deriva da animali che devono crescere in fretta, che vengono nutriti in un certo modo a basso costo e che seguono tutta una catena di lavorazione particolare. Tutto è spinto per una produzione sempre maggiore e sempre più veloce. Ecco dunque la necessità di comprendere bene in che termini e modi la carne fa male e prendere consapevolezza del fatto che sono poche le persone che possono permettersi un certo tipo di carne di elevata qualità, quindi che arriva da animali selezionati, cresciuti naturalmente.

Con dei procedimenti “naturali” come quelli del passato, gli animali crescevano lentamente, c’erano dei tempi e dei modi da rispettare e per questo il prodotto finale costava. In realtà, costa ancora oggi. Scegliere carne di qualità ha un prezzo perché c’è una filiera complessa, il problema è che non tutti sanno cosa acquistare e soprattutto si trovano risucchiati in un vortice.

La cosa fondamentale quindi è non estremizzare, imparare a scegliere, seguire il piano alimentare della dieta mediterranea e i consigli dei medici. La carne, in eccesso, fa male soprattutto se chiaramente non arriva da un certo tipo di allevamento. Questa, di tipo lavorato, è stata inserita tra quei prodotti che sono a rischio per l’organismo. Secondo alcune ricerche, tra le altre cose, un abuso può determinare diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari anche precoci, impatto sul microbiota.

L’Associazione Italiana Ricerca sul Cancro, ha chiarito in via definitiva “Un consumo eccessivo di carni rosse, specie lavorate (salumi), aumenta il rischio di sviluppare alcuni tumori in modo proporzionale alla quantità e frequenza dei consumi. Un consumo modesto di carne rossa (non di salumi) è ritenuto accettabile”.

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