Riace riaccoglie Becky, la ragazza morta nell’incendio della tendopoli

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Nella piccola, spoglia, cappella del cimitero comunale di Riace, Calabria, oggi 25 maggio si sono tenuti i funerali di Becky Moses, la ragazza nigeriana, ventisei anni, morta a gennaio nell’incendio della tendopoli di San Ferdinando. Domenico Lucano, sindaco di Riace, ha voluto che le esequie si facessero nel suo Comune, perché Becky prima della tragedia viveva in questo piccolo paese calabrese, dove l’accoglienza ai migranti è realtà da anni. Riace è il paese dell’accoglienza.

Qui, in questa mattinata calda primaverile, sono arrivati in tanti per salutare l’ultima volta Becky, il cui corpo dopo l’incendio della baraccopoli di San Ferdinando, avvenuto il 27 gennaio, è rimasto quattro lunghi mesi nella cella frigorifera perchè la sua sepultura aveva un costo: tremila euro e nessuno voleva occuparsene.

Così il sindaco Lucano ha deciso che Riace doveva riaccogliere questa giovane donna nigeriana, conosciuta in paese e amata per il suo sorriso aperto e così dopo il rito funebre, Becky Moses è stata sepolta nel cimitero di Riace.

Era arrivata dalla Nigeria e a Riace aveva trovato accoglienza in un Cas fino a quando la commissione territoriale le ha negato il riconoscimento dello status di rifugiata. La domanda di protezione internazionale è stata rigettata. Ne aveva presentata un’altra, ed era tecnicamente una “ricorrente”. Poi ha deciso di andare a San Ferdinando, dove invece ha trovato la morte.

Per questo oggi il sindaco Lucano, ha detto, duramente, togliendosi la fascia da sindaco: “Questa fascia pesa come un macigno, perché con questa addosso rappresento le istituzioni italiane, responsabili di questa e altre morti. Siamo responsabili se una ragazza di 26 anni viene in Italia a cercare la vita e invece trova la morte».