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Yvan Sagnet, il ragazzo africano che si è ribellato ai caporali, è Cavaliere della Repubblica

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Yvan Sagnet

E’ sorpreso Yvan Sagnet quando riceve la telefonata della segretaria particolare del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che gli annuncia: “Il presidente, che in questi anni ha seguito con grande attenzione le sue battaglie, le conferirà il merito di Cavaliere dell’Ordine della Repubblica italiana”, e così rispondecon “Woow! Sono molto onorato. Ringrazio il presidente per questo importante riconoscimento.”

Il presidente Mattarella ha conferito, motu proprio, quaranta onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a donne e uomini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nell’integrazione, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e per il contrasto alla violenza. Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani.
Yvan Sagnet, 31 anni appena, ma una vita vissuta intensamente è, dunque, cavaliere della Repubblica italiana per “Per il suo contributo all’emersione e al contrasto dello sfruttamento dei braccianti agricoli”.
La storia di Yvan è la storia di un bambino africano, del Camerun, che ama l’Italia attraverso il calcio. Una storia d’amore che lui stesso ha raccontato nel libro Ama il tuo sogno (Fandango).
Yvan2007 giunge in Italia, con un permesso di soggiorno per studio, si iscrive all’università di Torino perché vuole diventare ingegnere. Finalmente può conoscere dal vivo il calcio italiano che ha amato da bambino. Tifa Juventus ma i soldi della borsa di studio non bastano. Alcuni amici gli dicono che al Sud si può andare a lavorare per la raccolta del pomodoro perché serve manodopera. Così Yvan decide di trasferirsi nelle campagne salentine, a Nardò. Si trasferisce in Puglia per la raccolta del pomodoro. Qui conosce i caporali e si fa promotore di una sollevazione collettiva contro gli stessi diventando il leader del primo sciopero dei braccianti stranieri nelle campagne di Nardò in Puglia nell’agosto 2011. A seguito dell’azione di Sagnet, la magistratura fa arrestare 16 persone appartenenti a un’organizzazione criminale attiva tra Rosarno, Nardò e altre città della Puglia. Il suo contributo è stato fondamentale al disvelamento delle condizioni di grave sfruttamento dei lavoratori.
Ma tra le 40 persone individuate dal Capo dello Stato ci sono anche due donne che sono a fianco dei migranti.
Norina Ventre detta Mamma Africa, 89 anni (Rosarno), Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per l’impegno profuso, nel corso della sua vita, in straordinarie opere per l’integrazione delle persone socialmente disagiate”.
Ex maestra d’asilo, è conosciuta come Mamma Africa per la sua opera in favore degli immigrati africani. Da giovanissima si dedicò agli sfollati della guerra, poi ai baraccati di Rosarno, quindi alle raccoglitrici di olive della piana di Gioia Tauro. Nel 1991 ha fondato “La mensa dei neri” di Rosarno: aiutata dai volontari di Caritas e Azione Cattolica, ogni domenica predispone pasti per circa 200 persone. È anche la fondatrice di un gruppo di donne anziane dedite a opere di carità̀.
Maria Rosa Volpe, Ispettore capo della Polizia di Stato, 56 anni (Agrigento), Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per la sensibilità̀ e la professionalità̀ con cui, in piena emergenza, accoglie e assiste i minori non accompagnati giunti nel nostro Paese”.
Ispettore capo della Polizia di Stato. È dal 1996 responsabile dell’Ufficio Minori della Questura di Agrigento. Tra i minori che arrivano ad Agrigento è conosciuta come “mamma Maria”. Dal 2004, quando l’immigrazione è diventata l’ambito predominante nell’attività̀ dell’Ufficio, prende in consegna i minori non accompagnati per affidarli ai servizi sociali. In realtà̀ fa molto di più̀: segue da lontano i ragazzi anche quando diventano maggiorenni o trovano una sistemazione. Dopo il naufragio di Lampedusa dell’ottobre 2013, chiedendo aiuto alla parrocchia e ai bar della città, ha preparato una festa per accogliere i giovani migranti.