Ue, il greco Avramopoulos Commissario per l’immigrazione

0
279

La Commissione Ue targata Jean-Claude Juncker si dota, per la prima volta, di un Commissario per l’immigrazione. Una scelta questa, che in queste ore, sembra non solo opportuna ma anche strategica. Sarà il greco, Dimitris Avramopoulos (del partito popolare, ed ex ministro della difesa di Atene) a guidare la commissione.

Avramopoulos, che è stato per diversi anni sindaco di Atene ed è conosciuto in patria per uno che parla molto ma fa un po’ poco, probabilmente spingerà per un’accelerazione nella revisione della Convenzione di Dublino, per una responsabilità maggiormente condivisa fra gli Stati membri in materia di asilo. Il timore però è che, visto il suo background, fra l’approccio fortezza Europa e una maggiore apertura dell’Ue verso un’immigrazione regolare e regolata, con canali legali di entrata, corridoi umanitari per i rifugiati e richiedenti asilo, reinsediamento dei profughi etc… prevarrà la volontà di rafforzare i controlli alle frontiere piuttosto che quella di un approccio più solidale in materia di immigrazione. E anche Juncker sembra confermare che il timore non è infondato, quando afferma che la sua squadra affronterà con determinazione l’immigrazione irregolare, rendendo allo stesso tempo l’Europa una destinazione attraente per i migliori talenti.
Dunque Jean-Claude Juncker ha un esecutivo molto politico e molto economico, con 5 ex primi ministri, 4 vicepremier, 19 ex ministri, 7 commissari confermati e 8 ex deputati al Parlamento europeo. Nove dei ventotto membri designati della Commissione saranno donne, la stessa percentuale del team di Barroso. Per la prima volta previste le figure di sette vicepresidenti, di cui tre donne, inclusa l’italiana Federica Mogherini, che sostituirà la Ashton a capo della politica estera Ue.
Per ammissione dello stesso Juncker, trovare nove commissarie non è stato facile, visto che la rosa iniziale non ne proponeva che tre e fino alla scorsa settimana ce n’erano appena otto. Ma il Parlamento Europeo non avrebbe mai dato il suo benestare a una Commissione con una componente femminile minore di quella dell’esecutivo Barroso. 

Scritto da redazione