Tratta, Regno Unito esortato ad assistere meglio le vittime

0
16

Il gruppo di esperti del Consiglio d’Europa sulla tratta di esseri umani ha esortato il Regno Unito a compiere ulteriori passi per migliorare l’identificazione delle vittime della tratta, per garantire che le vittime ricevano assistenza legale e psicologica e per garantire che vengano condannati un maggior numero di trafficanti.

Queste sono tra le principali proposte di azione incluse nell’ultima valutazione dell’attuazione da parte del Regno Unito della convenzione anti-tratta del Consiglio d’Europa, pubblicata oggi dal Gruppo di esperti sulla lotta alla tratta di esseri umani (Greta).

Il rapporto rileva che il numero di possibili vittime di tratta riferito al National Referral Mechanism (NRM) del Regno Unito è passato da 1.182 nel 2012 a 10.613 lo scorso anno. Nel 2019, oltre i due terzi delle potenziali vittime erano maschi e il 27% erano cittadini del Regno Unito. Il numero di bambini riferiti è quasi quadruplicato tra il 2016 e il 2020, passando da 1.279 a 4.946.

Il rapporto accoglie con favore gli sforzi delle autorità britanniche per istituire organismi specializzati contro la tratta e il loro coinvolgimento attivo negli sforzi internazionali per contrastare la tratta di esseri umani. E mette in evidenza anche il programma “Child House”, ritenuto un buon esempio di giustizia a misura di bambino, che dovrebbe essere ulteriormente sviluppato.

Inoltre, Greta accoglie con favore l’impegno delle autorità per eliminare la tratta di esseri umani nelle imprese e nelle catene di approvvigionamento, anche nel settore pubblico, e suggerisce sanzioni obbligatorie per le aziende che non rispettano gli obblighi di dovuta diligenza ai sensi della legge sulla schiavitù moderna.

Allo stesso tempo, però, Greta esorta il Regno Unito ad accelerare l’identificazione delle vittime della tratta finanziando un’ulteriore assunzione di personale competente e rendendo il processo più efficiente. Le autorità dovrebbero inoltre fare di più per prevenire la tratta a fini di sfruttamento lavorativo, anche rafforzando il mandato e la capacità degli ispettorati del mercato del lavoro.

Inoltre, afferma il rapporto, si dovrebbe fornire assistenza legale gratuita e tempestiva alle vittime della tratta in tutto il Regno Unito e l’assistenza psicologica dovrebbe essere fornita per tutto il tempo necessario.

Greta accoglie con favore l’aumento delle indagini e dei procedimenti giudiziari per i reati legati alla tratta, ma esprime preoccupazione per il basso numero di condanne rispetto alle vittime identificate, evidenziando risorse insufficienti, tagli al sistema di giustizia penale e mancanza di supporto sostenibile per le vittime. Il gruppo di esperti chiede inoltre alle autorità di garantire che i procedimenti giudiziari siano di durata ragionevole. E pur accogliendo favorevolmente la gamma di vie legali disponibili per richiedere un risarcimento, Greta esprime preoccupazione per il basso numero di vittime che hanno effettivamente ricevuto un risarcimento dai loro trafficanti o dallo Stato. In questo senso vi è una esortazione alle autorità per consentire a tutte le vittime della tratta, compresi i migranti privi di documenti, di esercitare il loro diritto al risarcimento.

Ed ancora: Greta chiede alle autorità di assicurarsi che la “disposizione non punitiva” contenuta nella convenzione possa essere applicata a tutti i reati che le vittime sono state costrette a commettere. Inoltre, sottolinea che le vittime della tratta – compresi i bambini – che sono state definitivamente identificate come tali dovrebbero essere dotate di permessi di soggiorno rinnovabili. Il Regno Unito dovrebbe anche rivedere le sue politiche di rimpatrio per assicurarsi che i rimpatri vengano effettuati nel rispetto dei diritti, della sicurezza e della dignità delle vittime, a seguito di una valutazione completa dei rischi.

Greta, infine, sottolinea che il nuovo Piano per l’immigrazione del governo del Regno Unito, annunciato nel marzo 2021, deve essere attuato in linea con gli impegni del Regno Unito nell’ambito della convenzione anti-tratta, in particolare l’obbligo di identificare le vittime della tratta, anche tra i richiedenti asilo, e fornire loro assistenza.