Storie illustrate – Un appello per i richiedenti asilo di Moria

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Razzismo brutta storia ha pubblicato in prossimità del Natale la lettera scritta da Moria, Lesbo, il 21 Dicembre rivolta ai cittadini dell’Unione Europea e ai loro legislatori. La lettera, breve e chiara, riguarda le condizioni del nuovo campo per richiedenti asilo, dove i circa 7000 rifugiati vivono da alcuni mesi dopo l’incendio che ha devastato quello precedente.

Le richieste espresse sono estremamente concrete, pratiche. Non si cerca assistenzialismo, non si cerca carità. Si cercano risposte. Si parla di considerare alcuni problemi quotidiani pratici ma gravi che affliggono quella che è ormai una sistemazione semi-permanente per molti. Allagamenti, assenza di acqua corrente e cibo sano, di adeguata igiene e riscaldamento, assenza si scuole, di negozi e piccole attività. Si chiede di “essere presi sul serio come collaboratori” per sapere “cosa è stato pianificato”  e “dove sono finiti tutti i soldi” e assieme ad essi le promesse di sistemare le cose.

Quello che viene chiesto, quindi, è anche e soprattutto altro, ciò che spesso meno considerato: la necessità di cambiare la loro narrazione. Persone, soggetti attivi, non destinatari passivi di politiche di cui sono tenuti all’oscuro. Persone capaci di trasformare il loro destino, che devono essere coinvolte in prima persona nei processi che investono le loro vite come decisori del loro futuro.

È necessario quindi rispondere all’appello in questa prospettiva e con un’adeguata modalità che risponda non solo alle loro richieste ma dialoghi con essi senza posizionarli ai margini delle decisioni che li riguardano.

Per ora, da Moria, questo è tutto.