Storie illustrate – 25 aprile, Antifascisti per costituzione

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25 aprile antifascisti per costituzione

Oltre alle partigiane e partigiani nati e cresciuti in Italia, il 25 aprile ricordiamo quei partigiani/e neri, afro-discendenti o africani che si trovavano in Italia durante il Secondo conflitto mondiale, antifascisti per costituzione.

Antar Marincola, nipote del partigiano italo-somalo Giorgio Marincola, ci dice che ora dietro le prime file delle foto sbiadite in bianco e nero della resistenza, iniziamo a riconoscere le seconde, e poi le terze file. Capiamo che quelle che sembravano macchie scure di colore sono in realtà volti, prima sconosciuti, ma che ora pian piano iniziamo a ricordare nella nostra storia, o meglio, nelle nostre storie. Alcuni di questi volti sono stati resi conoscibili attraverso attente ricerche che hanno permesso di far venire alla luce incroci di uomini e donne, storie di deportazioni e fughe, e azioni partigiane fino all’ultimo respiro. Il già citato Giorgio Marincola fu un partigiano nato da un ufficiale fascista e da Aschirò Hassan, donna somala durante la dittatura e che poi crebbe tra la Calabria e Roma, luogo da cui Giorgio decise di abbracciare la resistenza partigiana. Mori in Val di Fiemme, dove scelse di recarsi, uno degli ultimi luoghi occupati dai nazisti, i quali lo uccisero in quella che fu l’ultima strage tedesca in territorio italiano.

Altre storie meno conosciute ricordano i partigiani africani della Banda Mario, un battaglione della resistenza di San Severino Marche, in provincia di Macerata, composta da combattenti di origini molto diverse tra di loro. Questi combattenti africani, insieme a tanti altri uomini, donne e bambini, furono deportati in Italia dal Corno d’Africa in occasione della creazione nel 1940 di un “villaggi indigeno”, una mostra fascista che offriva la ricostruzione di tale luogo, vicino a Napoli. Le persone rimasero isolate in questo luogo fino al 1943 quando furono trasferiti a Villa Spada, nelle Marche, dove vi rimasero fino all’armistizio dell’8 settembre. Di seguito alcuni di loro riuscirono a scappare e decisero di abbracciare lotta antifascista. 

Di questa brigata, l’autore di Partigiani D’Oltremare Matteo Petracci ricorda l’etiope Carlo “Carletto” Abbamagal, il primo africano che mori nell’impresa, e il somalo Aden Shire Jama, il quale dopo la fine del conflitto tornò in Somalia per combattere per la libertà del suo Paese, diventando persino ministro, e poi ucciso. Infine ricordiamo oggi anche l‘undicenne Italo Caracul, staffetta partigiana, orfano libico (per un bombardamento) portato in Italia dai militari italiani, che divenne la mascotte della 53° brigata Garibaldi, con sede Malga Lunga Lovere.

A loro, antifascisti per Costituzione come recita una maglietta dedicata di recente alla Brigata Mario, dedichiamo questo 25 aprile.

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