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Sonia, imprenditrice tunisina con la passione per la politica

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Sonia

Ha grandi occhi neri ed un sorriso immenso. Capelli scuri, lisci e lunghi, che non passano inosservati. Una solarità che la fa sembrare una perfetta donna del sud Italia. Ma ella è ancora più meridionale, è tunisina, di Jendouba, al confine con l’Algeria, e si chiama Sonia Akremi.
Classe 1974 (ha compiuto gli anni lo scorso quattro giugno), Sonia vive stabilmente in Italia, e, precisamente a Scafati, in provincia di Salerno, dal 2006, da quando, cioè, ha sposato Mario Guarnaccia, da cui ha avuto due figli: Meryem ed Omar, di cinque e quattro anni. “Conoscevo già l’Italia – spiega Sonia – dove venivo spesso per motivi di lavoro. Avevo, infatti, una attività di import – export di pesce, ed il mio socio era un italiano di Terracina, in provincia di Latina. E, tra un viaggio ed un altro tra Tunisia ed Italia, grazie ad amici, ho conosciuto Mario”.

Sonia – padre impiegato e madre casalinga – si è perfettamente integrata nel nostro Paese, al punto tale che ha deciso di dare un contributo personale, candidandosi alle ultime elezioni amministrative nello schieramento di centro sinistra all’interno di una lista civica. “Una scelta – dice Sonia – cui ha contribuito anche la posizione assunta dal governo centrale che ha affidato un ministero ad una donna nera proveniente dal Congo, ma non solo. C’è la voglia di far qualcosa per quegli immigrati che ancora hanno una vita difficile a Scafati perché non hanno lavoro, con difficoltà arrivano a fine mese e che, spesso, vanno avanti grazie alla solidarietà dei vicini di casa”.
Scafati, infatti, ha interi quartieri, soprattutto del centro storico, occupati in gran parte da immigrati del nord Africa e dell’est europeo che, spesso, occupano case fatiscenti. Proprio lo scorso mese, è stato ritrovato morto dopo due giorni un marocchino, colpito, quasi certamente, da un ictus fulminante: a rinvenire il corpo, gli agenti di polizia municipale avvertiti dai vicini di casa.
Sempre vicina sia alla sua comunità che agli scafatesi, che nel corso degli anni hanno imparato a conoscerla sempre meglio, oggi Sonia è moglie e mamma a tempo pieno. Sempre in contatto con la sua famiglia tunisina che ha accettato con tristezza che Sonia andasse così lontano in via definitiva. “Mi sono perfettamente integrata – continua Sonia – e tutti mi hanno circondato d’affetto, a partire dai condòmini. Continuo nel rispetto della mia religione, non mangio carne di maiale ed anche mio marito si è abituato a non mangiarla. Non così per i miei figli che sono piccoli, e se capita loro che venga offerta della carne, non la rifiutano”.