Siria, l’Ue condanna l’azione militare della Turchia. Sit-in nelle città italiane

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Mentre le strade italiane ed europee si popolano di gente grazie al lavoro delle associazioni della diaspora curda e dei tanti comitati di solidarietà  in tutto il mondo dopo l’azione militare di Erdogan nel Rojava, per gridare contro l’invasione turca e la pulizia etnica dei curdi nel nord della Siria, arriva anche la condanna dell’Unione Europa. 

Il Consiglio Affari esteri di Lussemburgo infatti  “condanna l’azione militare della Turchia che mina gravemente la stabilità e la sicurezza dell’intera regione, causando un aumento della sofferenza dei civili” e “ostacolando gravemente l’accesso all’assistenza umanitaria”. La Ue, prosegue la nota, “rimane impegnata per l’unità, la sovranità e l’integrità territoriale dello stato siriano”. “La Turchia è un partner chiave dell’Unione europea e un attore di fondamentale importanza nella crisi siriana e nella regione – aggiungono i ministri degli Esteri – le preoccupazioni di sicurezza della Turchia nella Siria nord-orientale dovrebbero essere affrontate con mezzi politici e diplomatici, non con azioni militari e in conformità con il diritto internazionale umanitario”. 

Dal Consiglio non è però emersa una posizione comune sullo stop delle esportazioni di armi alla Turchia. Infatti, i ministri degli esteri si limitano a «ricordare la decisione presa da alcuni stati membri di interrompere immediatamente le loro politiche di esportazioni di armi alla Turchia» e che il gruppo del Consiglio ad hoc «si riunirà in settimana per coordinare la posizione degli stati su questo».

L’UE ricorda infine “che non fornirà assistenza per la stabilizzazione o lo sviluppo in aree in cui i diritti delle popolazioni locali vengono ignorati o violati. L’UE continua a impegnarsi per affrontare efficacemente la grave crisi umanitaria e dei rifugiati alla luce delle esigenze in evoluzione”. 

Sit-in nelle città italiane

Fermare la guerra, adesso, è l’imperativo e in tanti stanno manifestando vicinanza alla popolazione curda nella consapevolezza che già più di 11.000 uomini e donne delle forze di sicurezza della Siria settentrionale e orientale hanno dato la vita per liberare questa regione dall’Isis. 

L‘ ex sindaco di Riace Mimmo Lucano  ha promosso un presidio a sostegno del Kurdistan e contro il governo turco. Qui in questo paesino della Calabria l’amicizia con il popolo curdo risale al 1998, quando approdarono 200 profughi curdi sulla spiaggia di Riace. Da quello sbarco nacque il “modello Riace”. E oggi che il popolo curdo è di nuovo sotto attacco non ci si può girare dall’altra parte. Oggi, davanti alla taverna Donna Rosa, si è voluto riflettere e far arrivare il calore e l amicizia ai curdi in lotta. 

Tante le città che stanno organizzando sit-in, come Reggio Calabria, ma per sapere gli aggiornamenti in tempo reale sul calendario delle proteste in Italia è consultabile il sito retekurdistan.it e le pagine social di Rete Kurdistan Italia.