Siria, Fidem in missione umanitaria nei campi profughi

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Siria

Sono andati in Siria i ragazzi dell’associazione Fidem per la loro prima missione nell’ambito del progetto “Nati Nudi – Storia di una tutina e della mamma che le insegnò a volare”, la missione internazionale per i bambini siriani residenti nei campi profughi ai confini con la Turchia.

 
“Questa partenza è il nostro primo traguardo. Abbiamo e avviato e portato a termine la prima raccolta di tutine e quote per l’acquisto di latte in polvere da consegnare agli operatori sociali.. Martedì sera atterreremo ad Antakya. Siamo già in contatto con operatori e ONG che operano in loco. E’ il nostro battesimo. Verga diceva che «i vicini devono fare come le tegole del tetto, a darsi l’acqua l’un l’altro». La Siria è vicina, si affaccia sull’altra Sponda di un Mare condiviso per storia e per cultura. Noi non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo girare la testa dall’altro lato”, dichiara Manuela Vena, presidente di FIDEM.
L’associazione con il progetto Nati Nuti ha lanciato un appello a tutti i genitori italiani affinché si mobilitassero per i bambini siriani donando loro una tutina utilizzata dal proprio figlio e un contributo di 10 euro per l’acquisto di latte in polvere che verrà acquistato in Turchia e consegnato a figli che potrebbero essere nostri,
“Passare loro tutine e latte significa sottoscrivere una fratellanza, nel solco della tradizione del passaggio dei panni e delle mamme di latte. Proprio per questo abbiamo anche chiesto a chi partecipava alla raccolta di non fermarsi al dono materiale, ma di illustrarlo tramite un racconto da far leggere al proprio figlio come gesto concreto di educazione alla pace e alla solidarietà. Porteremo in questo viaggio smartphone e macchine fotografiche per raccogliere quanto più materiale possibile. Noi siamo gli uomini e le donne che sanno cosa è la solidarietà per praticarla quotidianamente, quando passiamo i panni del nostro bambino alla vicina che non può comprarne di nuovi, o regaliamo frutta e verdura all’anziana che vive con 400 euro di pensione al mese, quando tendiamo la mano al nostro coetaneo in cassa integrazione, o al disoccupato, quando insegniamo il rispetto e la dignità ai nostri figli. Noi crediamo che questo Mediterraneo insanguinato, preda di calcoli biechi e ideologie di ogni tipo, signori della guerra, mercanti di odio e di armi di cui si alimenta la Morte, possa e debba risorgere. Il mare unisce e non divide”, ha concluso Manuela Vena.

Scritto da redazione