Roma, nuovo regolamento per i campi rom. Associazione 21 Luglio chiede il ritiro

0
390

“Il nuovo regolamento per i campi rom a Roma proposto dall’Assessore Cutini è contraddittorio, discriminatorio e in molti punti incostituzionale. In più, ancora una volta, si basa su una visione emergenziale, identifica il “campo” come il luogo dell’abitare per i rom e non va in alcun modo nella direzione del superamento di tali ghetti già indicata dal sindaco Marino”. L’associazione 21 luglio annuncia battaglia contro un nuovo “Regolamento di Roma Capitale per il funzionamento dei villaggi attrezzati e dei centri di accoglienza” che avrebbe proposto l’assessorato al Sostegno sociale e alla Sussidiarietà, guidato da Rita Cutini, ma che attende ancora l’ok della giunta capitolina.

Secondo l’associazione, che chiede il ritiro immediato del testo, i 14 articoli contenuti riguardano non solo gli attuali insediamenti ma si applica “anche nelle nuove aree attrezzate e dotate di unità abitative per le predette comunità, che saranno eventualmente realizzate nel territorio comunale”. Secondo gli stralci del regolamento resi noti dall’associazione, il testo afferma che sia i villaggi che i centri di accoglienza “dovranno rispondere ai requisiti di abitabilità, ricettività, salubrità e sicurezza analogamente a quanto prescritto per altre strutture ricettive pubbliche quali alberghi, campeggi, edifici scolastici, strutture ospedaliere”. Gli enti gestori, inoltre, “dovranno certificare preventivamente la sussistenza di tali requisiti, pena la decadenza immediata delle convenzioni”. In base al regolamento, però, spiega l’associazione, i due centri di raccolta di via Visso e via Salaria e tutti i 7 villaggi della solidarietà “sono tutti in una grave condizione di insanabilità – spiega l’associazione – per cui, in base alla norma prevista dal Regolamento, andrebbero tutti chiusi e gli ospiti andrebbero ricollocati in nuove strutture assistenziali a norma”.
Secondo quanto riportato dal regolamento reso noto dall’associazione, le azioni svolte all’interno degli insediamenti previste dal regolamento “verrebbero programmate da un Comitato Interdipartimentale – spiega l’associazione – all’interno del quale è escluso il coinvolgimento dei rom. Il dipartimento Politiche sociali vigilerebbe sul rispetto del Regolamento procedendo, per esempio, anche all’espulsione delle famiglie ‘in caso di comprovata evasione scolastica’. Tali norme appaiono chiaramente lesive dei diritti fondamentali e con un forte carattere discriminatorio”. Il testo, inoltre, richiama a “controllo degli ingressi  sulla base dei dati anagrafici del censimento – spiega l’associazione -, registrazione degli ospiti in un data base aggiornato, vigilanza h24. Negli insediamenti viene prevista l’installazione di strumenti tecnologici finalizzati al rafforzamento dei controlli”. Norme che riguardano temi su cui s’è già espresso il Tar del Lazio, spiega l’associazione, annullando simili disposizioni contenute all’interno di un regolamento regionale. “In realtà il regolamento pensato dall’assessore Cutini va oltre – spiega la 21 luglio -, stabilendo che eventuali visite di ospiti esterni dovrebbero avvenire previa comunicazione e rilascio in un pass orario”, nonostante il Tar, aggiunge la nota dell’associazione, “nella medesima sentenza, aveva stabilito che una disposizione simile viola l’art. 16 della Costituzione secondo cui ogni cittadino può circolare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, in assenza di limitazioni stabilite dalla legge in via generale”. Il regolamento, inoltre, prevede anche l’elezione di 3 rappresentanti per ogni insediamento, “malgrado le fallimentari esperienze del passato”, aggiunge, “con le medesime modalità elettive attuate dalla passata amministrazione e rivelatesi inutili oltre che dannose”.
Per l’associazione, molte delle norme contenute nel regolamento “si rivelano fortemente problematiche, discriminatorie e in violazione dei principi costituzionali” e nonostante sia il primo tentativo della giunta di intervenire sulla materia, per l’associazione rappresenta un “clamoroso passo indietro” rispetto a quanto dichiarato dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, proprio in merito al superamento dei campi. “Dopo un anno e mezzo – commenta l’associazione 21 luglio in una nota – prende finalmente forma la politica dell’assessore Cutini sulla cosiddetta ‘questione rom’ ponendo al centro il ‘campo nomadi’ come ghetto etnico nel quale concentrare le azioni sicuritarie. Una politica in piena continuità con quella espressa dall’amministrazione precedente e, per certi versi, ancora più ancorata a principi emergenziali. Non a caso nel Regolamento non compare alcun riferimento alla Strategia nazionale per l’Inclusione dei Rom né al superamento definitivo dei campi; di contro, si ipotizza la realizzazione di nuove aree attrezzate”.

Scritto da redazione