Home Immigrazione Cittadinanza Rom, L’Associazione 21 luglio esprime preoccupazione per la circolare ministeriale

Rom, L’Associazione 21 luglio esprime preoccupazione per la circolare ministeriale

0
236
rom
In relazione alla circolare n. 16012/110 del 16 luglio 2019 avente come oggetto «Insediamenti di comunità Rom, Sinti e Caminanti» a firma del ministro dell’Interno Matteo Salvini, Associazione 21 luglio, dopo un’attenta analisi del testo integrale, esprime profonda preoccupazione per l’oggetto e la finalità della stessa.

L’oggetto della circolare delimita le azioni imposte soltanto agli insediamenti abitati da rom, sinti e caminanti: ciò rappresenta un’adozione di misura avente carattere chiaramente discriminatorio nei confronti di queste comunità, visto che non interessa, ad esempio, insediamenti formali o informali abitati da persone non riconducibili a tali etnie.

Se l’attenzione della stampa si è focalizzata quasi esclusivamente sulla ricognizione degli insediamenti (impropriamente definita “censimento”), in realtà il carattere particolarmente preoccupante è la finalità della circolare che richiama in maniera netta l’”Emergenza Nomadi”ordinata da Silvio Berlusconi nel maggio del 2008, all’epoca presidente del Consiglio dei Ministri. La finalità ultima della circolare firmata da Matteo Salvini è infatti quella di poter consentire l’esecuzione di sgomberi di insediamenti rom, attraverso «l’adozione di specifici provvedimenti contingibili e urgenti».

Una similitudine del linguaggio utilizzato nella circolare con il “vecchio” provvedimento del 2008, la si evince anche nel linguaggio utilizzato nel testo con richiami espliciti al «pericolo della salute pubblica», alla «sicurezza», o fatti tali da legittimare «allarme sociale e l’adozione di misure finalizzate alla riaffermazione della legalità».

Secondo Associazione 21 luglio, che già in precedenza ha sollevato preoccupazione in tal senso, i fatti degli ultimi mesi e  soprattutto la circolare odierna, stanno preparando il terreno ad una situazione emergenziale che già nel 2011 era stata dichiarata illegittima dal Consiglio di Stato.