Rom, entro fine anno un ddl su apolidia per i bambini nati in Italia

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“L’apolide è uno straniero tra gli stranieri, una persona che si carica sulle sue spale l’intera sofferenza. Come presidente della commissione diritti umani al Senato, intendo presentare insieme ad altri senatori, un disegno legge di riforma dell’attuale sistema per il riconoscimento dell’apolidia, che abbia il suo passaggio ufficiale nel riconsocimento della cittadinza per i minori nati in Italia ma nei fatti apolidi”. Lo ha annunciato il senatore Luigi Manconi, nel corso di un convegno organizzato da Unhcr e Cir, in Senato, in occasione dell’anniversario della Convenzione del 1954 sullo status di apolide. 

Secondo le stime di Sant’Egidio la condizione di apolidia in Italia riguarda circa 15mila persone, la stragrande maggioranza costituta da rom.  “E’ urgente provvedere a quella parte più esposta rappresentata dai minori, un passaggio necessario che poi la riforma generale della legge sulla  cittadinanza dovrà assolutamente prevedere – sottolinea Manconi – non si tratta infatti di due strade alternative, ma parallele. Un tema così negletto e occultato, come quello dell’apolidia, deve tornare nell’agenda politica e nella sensibilità dell’opinione pubblica”. 
Anche secondo il sottosegretario agli Interni, Domenico Manzione, il problema fondamentale dell’apolidia è legato alla questione dei rom “perché la stragrande maggioranza degli apolidi in Italia è rom”. Manzione ha ricordato il tavolo interministeriale sui rom voluto dalle ex ministre Emma Bonino e Cecile Kyenge: “quella commissione era arrivata a mio parere a una soluzione che vale la pena percorrere, e cioè quella di riconoscere lo status di apolide per legge – spiega -in attesa che si modifichino tutte le procedure amministrative e giudiziarie, se si arriva a questa conclusione si traccia una linea, perché per loro secondo la legge 91 del 92  vale lo ius soli.

Scritto da redazione