Reggio Calabria, presentato il Dossier statistico Immigrazione

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Reggio Calabria

“L’Italia è un braccio, che si stacca dalla spalla delle Alpi e dal blocco dell’Europa e se ne va in mezzo al Mediterraneo finendo a mano aperta. E già, perchè la Puglia e la Calabria sono le estremità della mano”, citando lo scrittore Erri De Luca, trovo che questa immagine è la più appropriata per parlare di immigrazione in Calabria -dice Roberta Saladino, referente IDOS per la Calabria, presentando i dati del Dossier Statistico Immigrazione 2014, nell’aula “Italo Falcomatà” dell’Università per Stranieri Dante Alighieri alla presenza del rettore Salvatore Berlingò, invitata dall’associazione Amici della Dante.

 

La rilevazione al 31 Dicembre 2013, per quanto riguarda l’Italia, attesta che i cittadini stranieri residenti sono 4.992 milioni con un’incidenza dell’8,1% sulla popolazione totale; prevale la componente femminile con 52,7% su quella maschile pari al 47,3%; i minori residenti raggiungono la quota di 1.087.000; la distribuzione territoriale vede in testa il Nord con 60,1%, seguito dal Centro al 25,4% e, quindi, il Meridione con il 14,6%. Le aree geografiche di provenienza dei migranti sono: Europa 52,8%, Africa 20,9%, Asia: 18,3%, America 7,9%; le cinque comunità prevalenti sono: Romania con oltre 1 milione di presenze, Marocco con 525mila soggiornanti, Albania 503mila, Cina 321mila, Ucraina 234mila.
Lo spaccato sulla Calabria, che risulta al 16° posto tra le regioni italiane per numero di cittadini stranieri residenti con 86mila presenze, presenta nel 2013 un incremento del 16,8% rispetto all’anno precedente; sempre in maggioranza le donne con una percentuale del 54% rispetto agli uomini che si attestano al 46%; i paesi di provenienza sono sempre Europa (63,5%), Africa (20,4%), Asia (13,5%), America (2,1%) e anche Oceania per lo 0,1%. Le cinque comunità prevalenti sono quelle di Romania 25.293 presenze, Marocco 12.046, Ucraina 5.536, Bulgaria 4.853, Polonia 3.255 che, nella distribuzione per province vedono in testa Cosenza seguita nell’ordine da Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia.
Dal punto di vista degli aspetti economici del fenomeno, in Calabria si rileva un numero di occupati pari a 57.566 unità così distribuite: Cosenza 22.642, Reggio Calabria 17.224, Catanzaro 8.667, Crotone 4.741, Vibo Valentia 4.292; per quanto riguarda i settori economici l’incidenza è del 49% nei servizi, 29% agricoltura, 8% industria, 25% varie attività.
Per quanto riguarda le “imprese immigrate” ovvero costituite in prevalenza da stranieri e da questi gestite, in Calabria risultano in numero di 12.112 pari al 6,8% del totale e così distribuite: Cosenza 3.936, Reggio Calabria 3.559, Catanzaro 3.178, Crotone 787, Vibo Valentia 652.
Le aree geografiche di provenienza sono prevalentemente europee. Dall’Europa arriva, infatti, il 63,5%, seguono l’Africa con il 20,4% e l’Asia con il 13,5%. Le prime cinque collettività presenti in regione sono: Romania, Marocco, Ucraina, Bulgaria e Polonia. A differenza di quanto accadeva prima del 2007, quando la comunità maggiormente presente era quella marocchina, dopo l’ingresso in Europa della Romania, i romeni sono la popolazione straniera più presente.
In particolare i dati del Ministero dell’Interno, elaborati dall’Istat, attestano al 31 dicembre 2013, la presenza in Calabria di oltre 45mila cittadini non comunitari regolarmente soggiornati, tra i quali le collettività più numerose sono la marocchina (13.317 persone), l’ucraina (5.733) e l’indiana (3.550), che prevalentemente soggiorna nella provincia di Reggio Calabria. All’interno della popolazione non comunitaria complessiva la componente femminile incide per il 45,8%.
Un aspetto che, infatti, caratterizza l’immigrazione in Calabria è la crescente femminilizzazione del fenomeno nel corso degli anni che costituisce il 53,5%.
“In Calabria – sottolinea Roberta Saladino – il fenomeno è ancora più marcato. Si tratta prevalentemente di ricongiungimento familiare. Oggi le mogli e i figli raggiungono i mariti che da qualche anno sono residenti nella nostra regione”.
Per quanto concerne, invece, l’inserimento occupazionale, il settore economico che ha registrato la quota maggiore di lavoratori nati all’estero è stato quello dei servizi (49%), seguito dall’agricoltura (25%) e dall’industria (18%).
Diminuisce, inoltre, il numero di alunni stranieri iscritti a scuola che sono stati poco più di 12mila, 555 unità in meno rispetto all’anno precedente. gli studenti di origine immigrata provengono per i due terzi dall’Europa (65,8% dei casi); seguono l’Africa (21,3%), l’Asia (9,8%), l’America (3%) e l’Oceania (0,1%). Prevalgono di gra lunga gli alunni romeni che raggiungono 4.501, ossia il 34,8% del totale, e i marocchini (2.132 pari al 16,5%).
Un dato rilevante che emerge dal dossier è quello relativo alle imprese che “superano – sottolinea Roberta Saladino – la soglia delle 12mila unità, per la maggior parte asiatiche, ma ci sono anche imprese di nazionalità svizzera e tedesca. Si tratta di italiani nati in altre nazioni, figli di immigrati calabresi,che rientrano, probabilmente pensando di giocarsi la partita lavorativa nella terra dei loro genitori”.
Moderati dalla docente Mariolina Castiello, sono seguiti gli approfondimenti su dati e situazione di: – Padre Mioli (Missionario scalabriniano per i migranti): “Senza informazione non c’è formazione.” – Simona Argento (Centro Studi e Ricerche IDOS a RC): “Come insegnare italiano agli immigrati stranieri in Italia? Caratteristiche e Motivazioni dell’Immigrato.”