Rapporto Frontex, Ventimila persone in fuga dall’inizio del 2013

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Rapporto Frontex

Le guerre aumentano le pressioni dei rifugiati sui confini di tutta Europa. Lo dicono i dati dell’ultimo rapporto di Frontex, diffusi dall’agenzia Redattore Sociale.
Tra luglio e agosto, sulla tratta del Mediterraneo centrale, il corridoi di mare che collega il Nord Africa con le coste maltesi e siciliane, sono passati 7.500 migranti.

In totale, dall’inizio del 2013, sono 20mila (di cui 1.500 a Malta), il 180 per cento in più rispetto al 2012. Dei disperati che hanno raggiunto Malta e la Sicilia, almeno 1.300 sono siriani.
Oltre alla rotta che conduce alle nostre coste, la classica via di fuga è quella che approda in Grecia. Da lì i migranti risalgono lungo i Balcani, per approdare in Europa centrale. Quest’anno in 14mila si sono fermati in Ungheria: un flusso di persone tre volte superiore rispetto al 2012. Tra questi tanti sono kossovari, gli unici cittadini dell’area balcanica a cui non è stato liberalizzato il visto dall’Unione europea e che per questo hanno cercato di entrare illegalmente. Ma tantissimi altri sono siriani. In 2.100 si sono fermati in Bulgaria, invece che arrivare in Ungheria. Alcuni migranti saltano la Grecia: al confine con la Turchia, lungo il fiume Evros, la polizia ellenica ha aumentato i controlli tanto da ridurre sensibilmente gli ingressi (Frontex sta ancora elaborando le stime). Così la marea umana trova altri approdi. In 3mila hanno varcato il confine tra Turchia e Bulgaria: per i mesi estivi si parla una media tra i 60 e i 70 arrivi al giorno, secondo Frontex. Il flusso di migranti lungo questa direttrice è aumentato di sei volte rispetto allo scorso anno.

Scritto da redazione