Padova, Popoli insieme compie trent’anni con i migranti

0
50
Padova popoli insieme

A giudicare dai suoi volontari, perlopiù giovani universitari fuori sede, non si direbbe, eppure quest’anno l’Associazione Popoli Insieme ODV festeggia il suo trentennale.

L’Associazione nasce a Padova nel 1990 grazie all’iniziativa di Padre B. Mendeni, missionario gesuita di ritorno dal Ciad. L’obiettivo è accogliere e accompagnare migranti provenienti dal Nord Africa e in arrivo, in quegli anni, in gran numero a Padova, dove trovavano lavoro ma non alloggio. L’adesione successiva di Popoli Insieme al Centro Astalli di Roma e al Jesuit Refugee Service non fa che consolidare la missione -concentrandola nello specifico su richiedenti asilo e rifugiati- e renderla ancora piùchiara: nascono da qui collaborazioni nell’ambito dell’accoglienza e dei progetti didattici finalizzati, anch’essi, a portare nelle scuole la testimonianza di vita di rifugiati.

Nell’anno di Padova Capitale Europea del Volontariato, nonché trentennale dell’Associazione, “la gratitudine va a tutti coloro che quotidianamente si impegnano per rendere la città di Padova uno spazio accogliente ed inclusivo, – afferma Presidente volontario dell’Associazione, Alvise Moretti- attraverso il supporto di migranti nell’apprendimento dell’italiano, l’orientamento al territorio, gli eventi di sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza e i percorsi per le scuole. L’associazione infatti conta una media di 50 volontari attivi, di cui il 90% under 30: dato, questo, che spicca rispetto alla media italiana secondo cui a dedicarsi alla solidarietà sono soprattutto pensionati”.

Con 36 posti letto per richiedenti asilo in accordo con la Prefettura di Padova, un appartamento di seconda accoglienza per detentori di protezione internazionale portato avanti in maniera indipendente e autofinanziata (18 posti) e un appartamento di sgancio a Noventa Padovana, l’associazione dà prova di credere profondamente nel concetto di micro-accoglienza: numeri bassi, tanta attenzione all’individio.

I migranti tornano a cercare le operatrici

E i risultati si vedono: si vedono quando A., ex ospite di uno degli appartamenti, torna a cercare la sua operatrice di riferimento per l’orientamento al lavoro. “Mi aiuti ad aggiornare il mio curriculum?”. Sara acconsente, i due fissano un appuntamento e si trovano in ufficio: A. è cresciuto, come è normale per un ragazzo di vent’anni quale è. Si siede e tira fuori gli appunti che avevano scritto insieme, ormai due anni fa: cosa è un’agenzia, i vari tipi di contratto, le professioni e gli strumenti di lavoro disegnati per semplificare l’apprendimento e la preparazione ai colloqui di lavoro. Sara vorrebbe commuoversi nel vedere la cura con cui quei fogli sono stati conservati per tutto questo tempo, nonostante continui cambi di casa e di vita, ma deve concentrarsi e dare ancora una volta il meglio per supportare A., ex ospite e ora detentore di protezioneinternazionale.

Perché Popoli Insieme è una grande famiglia, un’organizzazione che mescola e calibra l’energia del volontariato con quella di operatori professionali; un’esperienza a volte complessa in determinati periodi e contesti storici e politici, ma che trasuda umanità, perché la prima attenzione è quella agli individui.

Ogni persona è portatrice di ricchezza

“Che cosa ci ha caratterizzato in tutti questi anni e ci ha spinto a non perdere la speranza di fronte alle difficoltà, spronandoci ogni volta ad esplorare nuove modalità e nuove strade per raggiungere gli obiettivi dell’associazione? Sicuramente i nostri ideali statutari -dice il Presidente volontario dell’Associazione, Alvise Moretti-, quella profonda convinzione che ogni persona, in quanto tale, anche se “diversa” o sofferente, è portatrice di una profonda ricchezza. Nostro compito è saper ascoltare, aiutare, integrare e cambiare, conoscendo e facendo emergere storie, creando empatia. Perché in fondo non abbiamo nessun merito se siamo nati in questa parte del mondo! Così facendo – aggiunge- tessiamo relazioni a tutti i livelli: tra persone, associazioni, enti, gruppi, istituzioni, in un’opera di ricucitura costante della società.”

Padova Capitale Europea Volontariato

L’immagine della tessitura torna anche nel motto scelto per Padova Capitale Europea del volontariato 2020: “Ricuciamo Insieme l’Italia”. Popoli Insieme si fa carico da tempo di questo compito: ogni anno, infatti, il corso di formazione per volontari nei servizi ai migranti e richiedenti protezione internazionalepromosso dall’Associazione Popoli Insieme, articolato in 10 incontri tenuti da esperti del settore, conta fra i 70 e i 100 iscritti, prova che Padova è e vuole continuare ad essere una città attenta, operativa, accogliente. I volontari, dopo la formazione, si attivano nel supporto all’apprendimento della lingua italiana, nelle attività sociali, ricreative e nell’orto sociale nel Parco Milcovich nel quartiere dell’Arcella dove italiani e stranieri si prendono cura insieme delle piante, nei progetti didattici che raggiungono ogni anno migliaia di studenti delle classi di ogni ordine e grado.

Ma non finisce qui: a giugno 2020 l’Associazione ospiterà lo scambio europeo “Padua 2020: Volunteers Beyond Borders”, sul tema del volontariato in ambito sociale a Padova e con particolare focus sull’inclusione di richiedenti asilo e rifugiati. Gennaio, invece, ha visto l’inaugurazione di “Invented Life Project”, progetto finanziato da Erasmus+ con capofila Erzurum Technical University (Turchia) che andrà ad approfondire il tema dell’inclusione sociale dei richiedenti asilo in Europa.

Grandi progetti, quindi, ma la quotidianità dell’associazione continua ad essere quella che è sempre stata: impegno costante, tante idee e l’attesa di festeggiare tutti insieme -ospiti, operatori e volontari- tanto la festa di Natale quanto la fine del Ramadan mescolando pizza, pollo al burro di arachidi maliano e injeraetiope.