Ong, Daniela De Blasio: Io devo sapere. Fai del bene e scordatelo.

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La consigliera nazionale di Parità supplente e della Provincia di Reggio Calabria Daniela De Blasio interviene sul ruolo delle Ong.

“Le ONG non sono l’”uber del mare”, ne sono convinta – scrive in un comunicato stampa – e con ancora più forza sostengo che le stesse diano un contributo fondamentale sia al dibattito internazionale sulle politiche migratorie sia, di fatto, nell’evitare tragedie umane incontrollabili.

Sono convinta di quello che sostengo perché ho lavorato a fianco dei volontari,  contribuendo, nel mio piccolo, alla complessa sfida quotidiana che riesce ad aiutare molte vite, sostenendo altresì in partenariato, con associazioni di volontariato, progetti mirati di cooperazione allo sviluppo.

Le generalizzazioni sulle ONG, rischiano di fare il gioco dei trafficanti perché impediscono la ricerca della verità e gettano fango sulla reputazione di tanti volontari, verso i quali, invece, bisognerebbe dimostrare soltanto gratitudine e profondo rispetto per il loro contributo, assolutamente gratuito, che ogni giorno registra centinaia di salvataggi di persone. Le ipotesi del procuratore Zuccaro devono necessariamente portare a dei risultati certi, soprattutto nell’immediatezza. Chiarire, una volta per tutte, se effettivamente di reato si tratti e dunque contestarlo, altrimenti si rischia di distruggere una risorsa preziosa di cooperazione allo sviluppo che è parte integrante del sistema italiano che aiuta lì dove la burocrazia o la politica internazionale fallisce miseramente.

Tra i tanti contributi che le ONG danno c’è anche quello offerto all’opinione pubblica, ovvero quello di sensibilizzare all’educazione globale e ad una futura, necessaria, integrazione fra paesi del mondo attraverso  progetti realizzati nei paesi dove queste ONG operano, che non prevedono soltanto il recupero dei migranti  in mare ma hanno lo scopo di  affrontare e contrastare le cause strutturali endemiche che stanno alla base dell’ ”esodo” di massa dei migranti contribuendo allo sviluppo globale dei paesi socialmente ed economicamente più arretrati . L’accusa alle ONG di connivenza con gli scafisti o con i trafficanti di uomini è una posizione sbagliata, fino a prova contraria e tendente a provocare l’indebolimento del sistema di cooperazione, favorendo chi realmente lucra su questa emergenza umanitaria. Il rischio è una deriva di intolleranza e di  xenofobia nei confronti di chi arriva nel nostro paese.

Probabilmente ha ragione il procuratore Zuccaro quando afferma che le organizzazioni umanitarie involontariamente e grazie ai loro tempestivi interventi di salvataggio, impediscono alla giustizia di arrestare gli scafisti ma questa vicenda non può oscurare le tragedie che sottendono a questi viaggi. Mi auguro che si faccia luce su questa situazione controversa perché, oltre a rassicurare chi come me ha creduto e continua a credere nell’onestà delle azioni umanitarie svolte da tutte le ONG, potrà produrre una maggiore presa di coscienza da parte degli Stati per far sì che l’aiuto dei volontari, in determinate funzioni, sia in loro affiancamento e non totalmente delegato”.