Noijan, nata in mare sara’ apolide

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Noijan

E’ venuta al mondo cullata dalle onde del Mediterraneo, Noijan. Nata su un barcone affollato, che è riuscito ad approdare sulle rive di Roccella Jonica. La giovane madre, in fuga dalla Siria, stremata dal lungo viaggio, ha rotto le acque e ha partorito in alto mare, quando ancora la terra era lontana.

Noijan, che nella dolcissima lingua siriana vuol dire “nuova vita”, ha emesso il suo primo vagito in mare e per questo forse si troverà nel limbo, con un luogo di nascita confuso.
E già perchè come si fa a sapere dove è nata questa piccola siriana, di appena due chili? In acque siriane, o in acque internazionali? Chi può dirlo! L’unica certezza è che Noijan è stata salvata dagli uomini della Guardia costiera e subito trasferita all’ospedale di Locri, dove è stata visitata ed identificata solo con un numero: il 6. Sua madre, infatti, forse per paura, si è nascosta, non ha dichiarato la maternità fino a quando i medici non l’hanno accertata.
Dunque, la bambina è nata prima dei soccorsi. Fosse nata in territorio italiano, a Locri, l’avrebbero registrata all’ufficio anagrafe del Comune.
Sarà apolide, Noijan, e dovrà lottare per avere un’identità. Non è la sola.
Anche Muna è nata in mare, figlia di una profuga somala salvata dal naufragio con altri 74 immigrati partiti dalla Libia e diretti verso l’Italia. Era il novembre del 2008. Lei è apolide e adesso vive in Francia e sta lottando per avere riconosciuti i suoi diritti. Altri bambini nel mondo, si trovano o rischiano di trovarsi nel limbo di Muna. Le legislazioni nazionali devono cominciare a tutelarli. In molte nazioni, compresa l’Italia, si decide di registrare i neonati nella città portuale più vicina alla nascita.