Nigeria, donne migranti vittime di tratta

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Sono stramete dal lungo viaggio e sono annientate dalle violenze subite. Giovani donne partite dalla Nigeria, dal piccolo stato di Edo, semischiave, con il sogno di lavorare in Europa, in Italia.

Lasciano tutto, famiglia, terra, tradizioni, per affrontare una nuova vita, ma si ritrovano spesso ad essere vittime di tratta.
La denuncia arriva dall’ Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim). Parla Federico Soda, capo missione dell’ufficio dell’organizzazione internazionale per le migrazioni in Italia e speiga: “Abbiamo notato in particolare un rilevante aumento di giovani ragazze provenienti dalla Nigeria: 1.290, circa il 300 per cento in più rispetto alle 392 arrivate l’anno scorso.”
L’Oim da quest’anno ha costituito (nell’ambito del progetto Praesidium) due team “anti-tratta” attivi in Sicilia e in Puglia, allo scopo di rafforzare le attività di individuazione e identificazione delle vittime di tratta e sfruttamento. “Entriamo in contatto con le ragazze al porto, immediatamente dopo lo sbarco -racconta Soda – in modo di poterle informare sui loro diritti prima che possano essere avvicinate dai loro eventuali sfruttatori.”
Tra le donne sbarcate, spiega il responsabile di Oim, molte sono originarie dello stato nigeriano di Edo, dove vengono adescate con la promessa di trovare un lavoro in Italia. “Ben presto le ragazze capiscono di essere state ingannate: durante il viaggio si ritrovano in una condizione di semischiavitù: vengono spesso violentate e sono obbligate a prostituirsi – afferma Soda – Sono costrette di frequente a lavorare in bordelli in Libia e poi inviate in Italia dai loro aguzzini. Molte di loro, prima di partire, devono sottoporsi a una cerimonia vooddo, nel corso della quale devono giurare di restituire i soldi ‘offerti’ per il viaggio. Purtroppo, a causa di questa manipolazione psicologica, diventa a volte complicato far capire loro come sia possibile liberarsi da questo debito e dagli sfruttatori.”
Gli operatori Oim affermano, inoltre, che molte delle donne intervistate confermano di essere state fatte arrivare in Italia a scopo di sfruttamento sessuale. In alcuni casi, le loro denunce hanno potuto portare all’arresto degli sfruttatori.

Scritto da Luigi Corti