Naufragio di 100 migranti: evacuare la Libia e attivare subito canali umanitari

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Seguiamo con apprensione le notizie dei 100 migranti finiti poche ore fa in mare, a causa del cedimento dell’imbarcazione su cui erano alla deriva da giorni, nel tentativo di raggiungere l’Europa e fuggire da una Libia sempre più pericolosa. I soccorritori aggiornano in tempo reale sulla situazione delle operazioni di salvataggio. Sono 5 i corpi senza vita recuperati ma il bilancio pare purtroppo destinato a salire. Urge aprire, dunque, canali umanitari per evitare ancora morti nel Mediterraneo centrale di migranti in fuga da guerre, violenza e miserie. Da troppo tempo il Mediterraneo è un “lago di morte” occorre fermare questo massacro e porre fine alle morti.

I canali umanitari anche in Francia

Sono tante le associazioni impegnate nei canali umanitari e il lavoro portato avanti dalla Comunità di Sant’Egidio è diventato un esempio anche in Europa. La Comunità di Sant’Egidio con le Chiese Protestanti italiane, in accordo con lo Stato Italiano hanno attivato i Corridoi umanitari, che sono stati replicati anche in Francia, Belgio e nelle Andorre, per questo adesso più che mai sarebbe utile attivare nuovi canali umanitari, senza perdere ancora tempo. Su questa stessa lunghezza d’onda ecco l’intervento di P. Camillo Ripamonti.

P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, sottolinea come: “Questo naufragio avviene letteralmente davanti ai nostri occhi.
Eppure nulla si muove. In questo azzeramento delle distanze sarebbe normale un’immediata reazione da parte dell’Europa e dei governi nazionali per cercare di salvare quante più vite possibile.

Sarebbe ovvio attivare canali umanitari e piani di evacuazione dalle principali aree di crisi come è oggi la Libia. Si tratta tra l’altro di misure già sperimentate che bisognerebbe mettere in atto in maniera strutturale e sistematica.

Ogni naufragio ci mostra il paradosso di questa epoca in cui il fatto che degli esseri umani muoiano in mare non suscita reazioni e non provoca indignazione. Serve un sussulto di umanità, unico vaccino possibile al male dell’indifferenza”.
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