Naufragio Lampedusa, 4 famiglie siriane hanno riabbracciato i figli

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Naufragio Lampedusa

Le onde del Mediterraneo li hanno trascinati via, proprio quando pensavano di avercela fatta, di aver suparato il viaggio dalla Siria verso l’Europa, la carretta sulla quale viaggiavano è naufragata, nel canale di Sicilia, tra Malta e Lampedusa, in quell’11 ottobre funesto per 400 migranti.Erano partiti insieme, genitori e figli, in fuga dalle violenze di un paese in guerra, per perdersi nelle acque del mare.

Vivi sì, ma lontani. Durante le operazioni di soccorso in mare, infatti, sono stati salvati ma portati alcuni a Malta, altri in Sicilia, e così per quattro famiglie siriane è iniziata un’altra disavventura, e la paura di non rivedersi più.Subito sono scattate le operazioni per rendere possibile il ricongiungimento familiare e così ecco che i bambini hanno potuto riabbracciare i loro genitori a Sant’Angelo Muxaro, nella sede del Comune, in provinicia di Agrigento.Il ricongiungimento è stato reso possibile con procedura accelerata grazie ad uno sforzo congiunto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) in Italia e Malta, della Croce Rossa Italiana, dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim) e di Save the Children Italia, partner dell’Agenzia Onu per i Rifugiati nel progetto Praesidium, dal coinvolgimento diretto dei Ministeri dell’Interno e degli Esteri di Italia e Malta, delle ambasciate dei rispettivi paesi e dall’intervento della Procura di Palermo e del Tribunale dei Minori di Palermo.Ricorda l’Unhcr: “Nelle ore immediatamente successive al soccorso, le organizzazioni umanitarie partner del progetto Praesidium in Italia ed i colleghi dell’Unhcr a Malta coadiuvati dal Jesuit Refugee Service, si erano attivate fin da subito per ricostruire l’identità dei sopravvissuti e delle vittime. Gli accertamenti avevano riscontrato che alcune famiglie erano state divise durante le operazioni di salvataggio, ed in particolare erano stati individuati quattro nuclei familiari con priorità di ricongiungimento: i genitori, accolti a Malta erano stati subito affiancati da team di assistenza composti anche da psicologi, mentre i bambini erano stati portati in un istituto per minori in provincia di Agrigento. Immediatamente informati del fatto che rispettivi figli e genitori erano sopravvissuti al naufragio, durante le tre settimane trascorse le autorità competenti hanno tenuto costantemente informati gli interessati degli sviluppi della procedura per il ricongiungimento. Sono stati quindi attivati fin dal 12 e 13 ottobre tutti i canali e gli attori preposti, Ministeri dell’Interno e degli Esteri e Ambasciate di Italia e Malta, per ricongiungere, il più rapidamente possibile, i genitori con i loro figli. L’esito positivo del test del DNA, ordinato dal Tribunale per i Minori di Palermo, ha dato il via definitivo al rilascio dei visti necessari e alla partenza dei sei genitori per la Sicilia”.

”Siamo felici che il ricongiungimento sia stato finalmente effettuato e che questa brutta vicenda si sia conclusa, almeno per queste famiglie sopravvissute all’orribile naufragio, con esito positivo – ha dichiarato oggi Laurens Jolles, rappresentante dell’Unhcr per il Sud Europa -. Le procedure sono state molto complesse a causa del coinvolgimento di minori, e desidero ringraziare tutti gli attori che hanno reso possibile un esito positivo di questa vicenda, le autorità italiane e maltesi, le ambasciate dei due paesi tutte le organizzazioni umanitarie coinvolte”.Le quattro famiglie verranno ora inserite in un progetto di accoglienza dello SPRAR – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, nel piccolo paese dell’agrigentino e si aprirà per loro la procedura di asilo in Italia.