Naufragio, “Basta alle morti nel Mediterraneo”! La società civile oggi in piazza

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Naufragio

Reagire, non essere indifferenti davanti all’ultima tragedia costata la vita ad ottocento persone morte nel mar Mediterraneo, migranti in fuga dalla guerra e dalla disperazione.
Ma la reazione non è univoca: da una parte c’è chi, addirittura, gioisce e sui social scrive commenti assurdi e carichi di odio e razzismo; dall’altra c’è chi si indigna e vuole agire, fare qualcosa, per cambiare questo mondo.
Così ecco che, grazie anche alla potenza dei social network ecco che monta la protesta, e ci si organizza, per far sentire la voce di chi vuole mettere fine alle morti nel Mediterraneo.
In tutt’Italia si organizzano manifestazioni e oggi davanti al Montecitorio, sede del Parlmento, alle 17, ecco che si sono dati appuntamento associazioni e organizzazioni per alzare la voce e dire insieme: Basta!
Anche la Cgil nazionale, dopo una riunione di comitato direttivo, ha deciso di partecipare all’iniziativa.
Il sindacato di corso d’Italia ha ribadito in modo netto che sul tema dell’immigrazione, dei rifugiati e dei richiedenti asilo “l’Europa deve cambiare radicalmente: è questa consapevolezza che, fin dai mesi scorsi, ha portato Cgil, Cisl e Uil alla decisione di celebrare il Primo Maggio a Pozzallo, in Sicilia. E’ necessario costruire una politica comune basata su valori di civiltà e umanità, i cui pilastri devono essere la creazione di corridoi umanitari, canali di ingresso legale oggi inesistenti, e un piano di accoglienza europeo”. Occorre poi “una vera missione di soccorso europea e, se ciò non dovesse essere immediatamente possibile, ripristinare subito Mare Nostrum” poiché Triton non è altro che una “ipocrita operazione di facciata di cui si vede tutta l’inadeguatezza”.
Dunque, in serata nelle piazze delle città italiane con le altre organizzazioni sindacali e il mondo associativo, si farà sentire la voce dell’Italia solidale e accogliente.
Anche a Reggio Calabria l’appuntamento è davanti al Palazzo del Governo a piazza Italia. L’evento reggino è promosso dal Coordinamento Reggino per i Diritti Civili (ARCI RC, Arcigay RC, Collettiva Autonomia, Cortocircuitolab, Amnesty International gruppo 292, Maestri di Speranza, Pagliacci Clandestini). In un documento scrivono:
“In una settimana più di mille morti in due stragi annunciate. Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell’UE (compreso quello italiano) che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte.
Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi come dimostra quest’ultima tragedia, in cui i morti potrebbero addirittura essere 900, avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di morire in mare.
Non c’è più tempo da perdere.
Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte.
Il governo italiano, in attesa che sia la Ue a farsene carico, riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio in tutta l’area del Mediterraneo.
Chieda contemporaneamente all’ UE di farsi carico di un programma di ricerca e salvataggio europeo.
Si sospenda il regolamento Dublino e si consenta alle persone tratte in salvo di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente con un fondo europeo ad hoc l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi.
Questi morti non consentono a nessuno di perdere tempo e continuare a pronunciare parole vuote.
Sono persone in carne e ossa. E invece sembrano fantasmi.
Una manifestazione con i partecipanti vestiti da fantasmi.
Fantasmi perché nessuno sembra vedere questi morti.
Fantasmi perché speriamo non faranno dormire i responsabili delle stragi di frontiera.
Fantasmi perché sono morti ed erano uomini, donne, bambini e bambine, famiglie, essere umani, come noi!
”.

Scritto da l.c.