Migranti, Forti (Caritas): chi non sbarca è nelle carceri libiche

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Ocean Viking

“Chi oggi non e’ in Italia e’ nelle carceri della Libia“: cosi’ all’agenzia ‘Dire’ Oliviero Forti, responsabile dell’ufficio Politiche migratorie e protezione internazionale, dopo la conferma del calo degli sbarchi in Italia per l’undicesimo mese consecutivo. Secondo i dati del Viminale, dal 1° gennaio a oggi la riduzione su base annua degli arrivi sulle coste della Penisola e’ stata del 78,61 per cento. Per la rotta libica il calo e’ stato ancora piu’ accentuato, di fatto un crollo: -96,53 per cento, con 443 sbarcati dal 1° al 31 maggio 2018 rispetto ai 12.753 dello stesso periodo del 2017.

“La dinamica riflette appieno la firma dell’accordo Italia-Libia nel luglio scorso e il dato ci preoccupa” sottolinea Forti: “I migranti che oggi non sono in Italia sono nelle carceri libiche; e questo vuol dire che chi ritiene la riduzione degli sbarchi un successo e’ indifferente al destino delle persone”.

Secondo il responsabile di Caritas, allora, “in Italia ci si dovrebbe confrontare sul tema dei diritti umani in Libia”. Una seconda riflessione riguarda invece gli “allarmismi ingiustificati”. “L’Italia e’ stata in grado di accogliere e gestire 180mila arrivi in un anno e tanto piu’ lo e’ adesso, con numeri cosi’ ridotti” sottolinea Forti. Convinto che il problema oggi sia anche chi, per motivi di propaganda, “continua a presentare la questione migratoria come un’emergenza”. E il nuovo governo? “Con quello uscente, come Caritas, abbiamo sviluppato corridoi umanitari e politiche di resettlement” risponde Forti: “L’obiettivo, con i migranti, era e resta mettere al primo posto la sicurezza, per loro e per chi li accoglie”. (DIRE)