Sbarco, l’Aquarius a Reggio Calabria. Gasparri chiede una indagine

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Sono scesi ad uno ad uno i migranti salvati dalla nave Aquarius della organizzazione umanitaria italo-franco-tedesca SOS MEDITERRANEE in partnership con MSF (Medici senza Frontiere)  e giunti al porto di Reggio Calabria: 593 uomini e 52 donne, di cui 10 in stato di gravidanza. I minori sono 212 e tra loro vi sono anche 7 bambini con meno di 5 anni. 192 non sono accompagnati.

Uno sbarco lungo sotto un cielo plumbeo e ad accogliere i migranti i tanti volontari del Coordinamento ecclesiale sbarchi e gli uomini delle istituzioni.

 

Gasparri e le Ong

“Ancora un dramma della disperazione, commenta il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri – con una giovane donna morta forse per schiacciamento. E ancora una volta una nave di una Ong protagonista dei soccorsi. Chiediamo per l’ennesima volta al governo Gentiloni quando avrà fine tutto ciò, quando si spezzerà questa catena che lega le Ong agli scafisti e vede il nostro Paese spettatore inerme. Ci auguriamo che le inchieste in corso facciano quanto prima luce su quanto sta accadendo nel Mediterraneo. Con la scusa dell’intervento umanitario troppe Ong stanno speculando su disperati. Le loro navi si collocano fin sotto le coste della Libia e sono le prime a intervenire. Si ipotizza un legame con i trafficanti di persone, si parla di business. Il procuratore di Catania sta conducendo indagini in questo senso e bene ha fatto il presidente della commissione Difesa del Senato, Latorre, ad accogliere la nostra richiesta di una indagine conoscitiva sul ruolo delle Ong perché è bene che anche il Parlamento intervenga. Servono chiarezza subito e decisioni immediate. Una cosa è il soccorso umanitario. Altra è l’incoraggiamento a una attività che arricchisce gli scafisti e trasporta in Italia clandestini senza fine, con tutte le ricadute in termini di costi per l’accoglienza e per la sicurezza del nostro Paese”.