Mahmoud, Yvette e Mata Maxime Cavalieri al merito della Repubblica italiana

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto insignire dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli,  professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus. I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali.

Tra i 56 insigniti ci sono anche i volti di un’Italia multiculturale, giovani italiani, con o senza cittadinanza ancora, ma parte attiva e pensante di questo Paese.

C’è Mahmoud Lufti Ghuniem, che è arrivato in Italia dal Libano nel 2012 e per vivere fa il rider. Si è presentato alla Croce Rossa di Torino con uno stock di mille mascherine acquistate di tasca sua. Ha speso 500 euro, perchè voleva ringraziare, in qualche modo, l’Italia che lo ha accolto. 

C’è poi Yvette Batantu Yanzege che è originaria della Repubblica democratica del Congo ma vive a Riccione dove è volontaria per la Croce Rossa. Yvette, con il suo collega Marco Buono, ha vissuto il periodo peggiore nella zona di Bergamo lavorando 10 ore al giorno, cercando di arrivare nelle case di chi chiedeva aiuto prima che fosse troppo tardi.

Fra i riconoscimenti c’è quello per Mata Maxime Esuite Mbandà che, appena scattato il lockdown, ha fatto il volontario sulle ambulanze per la Croce Gialla di Parma. Lui è nato a Roma 27 anni fa, da padre congolese e madre italiana, ed è uno dei punti di riferimento della nazionale di rugby e delle Zebre di Parma.

Mata Maxime Esuite Mbandà (foto Fb)

“Sono stati i 70 giorni più impegnativi della mia vita – ha scritto su suo profilo Instagram – ho trasportato piu di 100 pazienti, fatto turni massacranti dove pranzavo alla sera, perché non potevo togliermi quella tuta per non rischiare di contagiarmi finché non venivo sanificato. Durante il periodo più intenso ho pianto la sera, sfogandomi per quello che vedevo durante il giorno ed a cui non ero abituato, non riuscivo a prendere sonno la notte nonostante fossi distrutto e mi sono ritrovato anche a svegliarmi alle 3 del mattino tutto bagnato per poi scoprire che mi ero fatto la pipi addosso”.
“Rifarei tutto dall’inizio – prosegue – anzi, ho ammesso più volte in questo periodo di essermi pentito di non aver iniziato prima e consiglierò d’ora in poi a chiunque di provare a svolgere dei servizi di volontariato e di cercare di percepire le emozioni che lascia, che sono imparagonabili con qualsiasi altra esperienza”. Onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica che arriva anche dopo un bruttissimo episodio di razzismo, a novembre scorso a Milano, mentre era in macchina: “Sentirsi dire, da cittadino italiano e mulatto quale sono ‘Va negro di merda, tornatene al tuo paese’, mi ha letteralmente ferito, deluso, danneggiato moralmente e mi ha fatto riflettere”.