L’OPINIONE / Il deputato venuto da altrove che fa fatti e non parole.

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L'OPINIONE / Il deputato venuto da altrove che fa fatti e non parole.

Allora non è vero che la politica è impotente. Forse allora non è nemmeno vero che tutti i politici sono uguali. Finalmente un gesto e non ipocrite dichiarazioni. Il gesto è quello compiuto da Khalid Chaouki, deputato del Pd: il 22 dicembre, dopo una vista al centro di prima accoglienza di Lampedusa invece di rilasciare l’ennesima intervista indignata ha deciso di rinchiudersi lì insieme gli altri “ospiti”.

Un gesto nobile che lo distingue dalla ciurma dei politicanti rissosi, vocianti, presenzialisti… Ci voleva giusto un nuovo italiano per smarcarsi da questa massa di parolai lontanissima dal vissuto della gente e vicinissima ad essere travolta dalla rabbia non più tanto repressa dei tanti cittadini che si vedono ad un passo della miseria.
Dopo il Papa “venuto dalla fine del mondo” eccoci, dunque, al politico venuto anch’esso da un altrove ( per inciso e più prosaicamente, dal Marocco) in cui sembra ancora possibile scorgere le sembianze dell’umano. Forse la speranza si annida proprio in questa diversità che a quanto pare fa tanta paura. E che più fa paura e più fortuna porta alle urne a chi ci soffia sopra: i vari Le Pen e Savini in giro per l’Europa.
Khalid, che pure padroneggia alla perfezione l’Italiano, per far arrivare il suo messaggio ha scelto un gesto e non le parole. Come hanno fatto i maghrebini rinchiusi nel Cie di Ponte Galeria che si son cuciti con ago e filo le labbra.
Che sia di esempio, il gesto di Khalid, ai tanti politici volenterosi che immagino ci siano ancora. Che stiano zitti e che facciano qualcosa. Rinchiudetevi nei Cie per ripristinare la legalità. Donate parte dei vostri stipendi per ripristinare un po’ di giustizia. Ospitate a casa vostra gli sfrattati per far tornare in agenda il problema della casa. Siate lì in mezzo alle difficoltà quotidiane dei cittadini e testimoniate la vostra vicinanza. Come da anni fanno moltissimi cittadini volontari, l’esercito silenzioso del cosiddetto mondo del non profit, impegnati nel territorio a far le veci dell’inesistente welfare di Stato.
Invece di indignarsi della dilagante disoccupazione giovanile Renzo Piano ha assunto otto giovani pagandoli con il suo stipendio da senatore. Un altro gesto nobile accanto a quello di Khalid. Ma ne servono tanti altri di simili gesti. Non più dichiarazioni ma immedesimazione e condivisione. Questo potrebbe andar bene come buon proposito per l’anno nuovo.