Libri / L’invasione immaginaria del sociologo Maurizio Ambrosini

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E’ arrivato in libreria, fresco di stampa per i tipi di Laterza, “L’invasione immaginaria“, di Maurizio Ambrosini, sociologo dell’Università Statale di Milano. E’ un viaggio tra pregiudizi, fake news e stereotipi dell’immigrazione in Italia che Ambrosini smonta pezzo per pezzo. 

“L’immigrazione fa sempre discutere, ma l’attenzione sale quando si verificano episodi negativi che mettono in cattiva luce una categoria di immigrati, la paura dello straniero perché porta malattie è una delle più antiche. Credo che sia tipico di un atteggiamento ansiogeno verso gli immigrati per cui bisogna tenerli sempre sotto controllo. Il timore è che possano creare problemi alla pacifica comunità dei residenti. Ed è quello che sta succedendo ora con i cinesi, visti come altro da noi anche se questa comunità è in Italia da oltre 100 anni”. 

Il sovranismo ha vinto nelle menti prima ancora di vincere nelle urne: ha cavalcato le preoccupazioni delle persone nei confronti del fenomeno immigrazione costruendo un nemico immaginario. Ma la realtà è molto diversa da quella che ci viene raccontata. Non è vero che negli ultimi anni ci sia stata un’invasione. Non è vero che gli immigrati siano prevalentemente maschi, africani e musulmani. Non è vero che l’immigrazione sia conseguenza diretta della povertà o che i rifugiati abbiano come principale destinazione l’Europa. Il fenomeno delle migrazioni in realtà è molto differenziato e richiede risposte politiche articolate. Per uscire dal clima sociale avvelenato in cui viviamo, è necessario ricordare numeri e fatti e proporre soluzioni concrete.

In realtà, ci fa capire Ambrosini, il fenomeno è molto più complesso e, soprattutto, andrebbe affrontato con interventi razionali, basati sui numeri e finalizzati alle diverse situazioni in cui si trovano gli immigrati. Non sono tutti uguali, non hanno tutti le stesse esigenze, non hanno tutti la stessa storia.