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“Le prostitute vi precederanno”, inchiesta sul sesso a pagamento del sociologo Barnao

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Le prostitute vi precederanno

Ragazze ingannate da conoscenti, vicini di casa, amici o addirittura finti fidanzati, che le fanno arrivare in Italia, per poi avviarle al mercato del sesso sulle strade delle nostre città o in centri chiusi. Ragazzi che prima di partire stipulano un vero e proprio “contratto” con le reti criminali che poi li sfrutterà il più possibili. Sono giovani che arrivano da Nigeria, Romania, Albania, Egitto, Somalia e che invece di costruirsi un futuro nel nostro paese diventano piccoli schiavi. 

Boom di arrivi di ragazze nigeriane, molte di loro finiscono vittime di sfruttamento sessuale. Il numero delle minori e giovani donne nigeriane arrivate in Italia potenzialmente ad alto rischio di sfruttamento è in continuo aumento: nei primi sei mesi del 2016, sono state registrate 3.529 donne di nazionalità nigeriana sbarcate sulle nostre coste, tutte molto giovani, e 814 minori non accompagnati, tra cui si registra una significativa presenza di ragazze adolescenti. Questo dato riflette un trend in aumento che ha visto un incremento del 300 per cento degli arrivi di ragazze nigeriane nel nostro Paese tra il 2014 e il 2015.  La maggior parte di loro sono adolescenti di età compresa tra i 15 e i 17 anni, con un numero crescente di bambine di 13 anni. 
Una volta reclutate, vengono costrette ad un giuramento tramite i riti dello juju o del voodoo, con cui si impegnano a restituire allo sfruttatore il proprio debito, che si aggira tra i 20.000 e i 50.000 euro. Spesso vengono costrette alla prostituzione già durante il viaggio che le porterà in Italia, mentre attraversano il Niger e durante la successiva sosta in Libia, e arrivano nel nostro Paese sotto il controllo dei trafficanti.
Dunque, il mercato del sesso è in continua trasformazione e se è vero che la tratta è un fenomeno sempre più in aumento, bisogna sottolineare che questo è solo una parte del vasto sistema prostituzione. Lo dice chiaramente il sociologo Charlie Barnao, che ha recentemente pubblicato, per i tipi della Rubbettino, una inchiesta, frutto di Dieci lunghi anni di ricerca, sul sesso,  “Le prostitute vi precederanno. Inchiesta sul sesso a pagamento”, intervistato per capire meglio cosa sta accadendo in Italia. 
“Quando si parla di tratta – dice Barnao- è facile mettere tutti d’accordo, il mondo politico è pronto ad intervenire anche con finanziamenti per questo fenomeno. Altra cosa è quando si parla di prostituzione, lì ci sono più divisioni e non è facile avere fondi per interventi”. 
Per dieci anni, il sociologo, ha fatto ricerca, incontrando le donne e gli uomini che si prostituivano. Poi ha messo nero su bianco, il frutto della ricerca. Centocinquanta pagine, in cui il ricercatore è coinvolto in prima persona con una “osservazione partecipante”.  Da Trento alla Calabria, passando per brevi periodi di ricerca a Bogotà in Colombia ed a Las Vegas negli Stati Uniti per osservare i moderni cambiamenti sociali e culturali relativi alle questioni di genere ed alle tendenze sessuali in trasformazione. 
Linguaggio schietto e diretto quello di Barnao, docente di Sociologia e Sociologia della sopravvivenza presso l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro. “Le prostitute ci precedono, qui e ora, nella vita terrena” – spiega Barnao.
“Innanzitutto ci precedono perchè il luogo del sesso mercificato è una lente d’ingrandimento privilegiata per osservare le tendenze relative al rapporto tra uomo e donna. Nel nightclub, nella sauna gay, si riescono ad osservare le tendenze relative alle questioni di genere prima ancora che si manifestino all’esterno. Il nightclub, infatti, è un luogo in cui gli uomini in crisi d’identità, spiazzati dall’emancipazione femminile, si rifugiano, illudendosi di fermare le lancette dell’orologio dell’emancipazione della donna”.
“Ma le prostitute <ci precedono> anche per un’altra ragione. Prostituti e prostitute sono persone che per sopravvivere alla vita estrema della loro quotidianità, sviluppano qualità straordinarie”.
Ma il ricercatore per capire a fondo, ha dovuto e voluto sgombrare il campo dai pregiudizi. Lo dice chiaramente Barnao: “Capii subito che avevo tanti pregiudizi, e allora se volevo provare realmente a mettermi nei panni delle persone che stavo osservando e con le quali interagivo dovevo “sospendere il giudizio”.  Dunque un metodo di analisi di “osservazione partecipante”, quella del sociologo osservatore diretto che però, nel caso specifico, “per motivi etici” si è imposto di non avere rapporti sessuali con i protagonisti del suo studio.
L’inchiesta, cerca di cogliere anche il punto di vista delle donne paganti, a Las Vegas. Qui, “il modello relazionale seguito dalle donne clienti sembra quello stesso di uomini alle prime armi nella propria carriera di usufruitori di sesso mercificato”.  
La prostituzione maschile, quella ancorata alle pratiche del battuage, viene vista come l’espressione di una “sessualità fluida”. 
Grandi cambiamenti culturali e sessuali, dunque, e dalla ricerca del sociologo Barnao emergono chiaramente due aspetti principali: c’è fluidità sessuale e ricerca del non giudizio. Si resta al riparo del giudizio degli altri, riducendo così la paura di non essere in grado di soddisfare le aspettative sociali altrui. In una costante ricerca della propria identità sessuale, nell’impossibilità di un mondo perfetto”.