La città del dialogo, è nato il network dei comuni per l’integrazione dei migranti

0
425
La città del dialogo

L’obiettivo è chiaro: potenziare e dare visibilità, oltre che valutare, gli interventi di integrazione attivati a livello territoriale e rivolti ai migranti. E’ un network dei comuni per favorire le politiche di integrazione e si chiama “Le città del dialogo”.

 
Il Comune di Reggio Emilia, in qualità di capofila del Programma europeo “Città interculturali” ha firmato l’Accordo Quadro con il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. L’Accordo è stato sottoscritto da Franco Corradini, assessore alla Coesione e sicurezza sociale del Comune di Reggio Emilia e coordinatore del network italiano “Le città del dialogo”, e da Natale Forlani, direttore generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione, alla presenza del vice ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Cecilia Guerra. Prevista anche un’area dedicata all’interno del Portale Integrazione Migranti che fa capo ai ministeri dell’Interno, dell’Integrazione, del Lavoro e dell’Istruzione, in cui le amministrazioni locali potranno inserire buone pratiche, interventi ed esperienze positive. L’obiettivo è la definizione condivisa di modelli avanzati di governance locale sempre più basati su competenze interculturali.
Obiettivo del Programma europeo “Città interculturali”, promosso dal Consiglio d’Europa e dal Consiglio dell’Ue è aiutare i Comuni a valorizzare le politiche di integrazione, a sviluppare strutture di governance della diversità, a capitalizzare i vantaggi derivanti dalle differenze culturali in termini di innovazione, imprenditorialità e non solo. Il Comune di Reggio Emilia è l’unico italiano a essere stato invitato a far parte del programma ed è su sua spinta che è nato il network italiano “Le città del dialogo” che mira a sviluppare la competenza interculturale nelle istituzioni locali, promuovendo un nuovo modello di integrazione basato sull’interazione interculturale e sensibilizzando i cittadini ai valori positivi della diversità. Attualmente, i Comuni italiani che ne fanno parte sono 23 (Arezzo, Bari, Campi Bisenzio, Capannori, Casalecchio di Reno, Castelvetro di Modena, Fermo, Forlì, Fucecchio, Genova, Lodi, Milano, Olbia, Palermo, Pizzo, Pompei, Ravenna, San Giuliano Terme, Senigallia, Torino, Unione dei Comuni del Rubicone, Venezia).Tra i contenuti dell’Accordo quadro vi è la costruzione e il rafforzamento di reti per lo scambio di strumenti ed esperienze, lo sviluppo di interventi di integrazione in diversi ambiti (dall’educazione al lavoro, dalla casa al governo del territorio, fino all’accesso ai servizi essenziali), il monitoraggio dei risultati delle azioni di integrazione rivolte alla popolazione migrante e la diffusione dei risultati delle azioni attraverso il Portale dell’Integrazione. 

Scritto da redazione