Ius soli, urge una direttiva europea

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Ius soli

Cosa sarà il futuro per Tuoria, 14 anni appena, trascorsi tutti a Reggio Calabria, frequentando la scuola pubblica italiana e i pomeriggi liberi in parocchia con gli scuot. Cosa sarà per lei l’Italia nel 2021, e lei sarà italiana o marocchina?

E Rica come l’immagina il suo futuro, ancora sospeso tra Italia e Filippine?
Sono le seconde generazioni, figli di stranieri arrivati in Italia per lavorare, immigrati, che ormai vivono qui. Loro, questi giovani, sono sospesi tra l’Italia e il Paese di provenienza dei genitori, e secondo la legge vigente devono aspettare i 18 anni per poter richiedere la cittadinanza italiana.
Da mesi in Italia c’è al centro del dibattito la possibilità di cambiare la legge. Una legge che sarebbe voluta, secondo quanto ha evidenziato l’Istat, da ben il 72% degli italiani intervistati che si dice favorevole all’acquisizione della cittadinanza italiana per i figli degli stranieri nati qui.
Ius soli (cittadinanza concessa sulla base del luogo di nascita e non sulla discendenza) contro dunque lo (ius sanguinis). Un tema caldo che il Governo italiano dovrà affrontare e la ministra all’Integrazione, così come il primo ministro Letta si dicono pronti a discuterne in Parlamento. L’Italia dovrà fare i conti anche di quanto accade in Europa, dove la Francia è l’unica a riconoscere a cittadinanza a stranieri nati entro i confini, ma solo se anche i genitori sono nati in Francia.
Spagna, Olanda, Belgio, Germania hanno tutti normative differenti e per questo occorrerà che l’Unione Europea tracci linee guida e definisca criteri per avere una uniformità normativa, prendendo spunto da quanto accade negli Stati Uniti. Negli States infaffti, vige lo ius soli: chi nasce sul territorio americano è americano indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori.
Nel 2011, secondo i dati provvisori della Caritas, sono state solo 56 mila le acquisizioni di cittadinanza italiana su una platea di centinaia di migliaia di stranieri che avrebbe ormai maturato il diritto di richiederla. Costi, difficoltà burocratiche e tempi lunghi sono spesso gli ostacoli maggiori.