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Islam, Quando inizia il Ramadan 2017

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Il primo spicchio di luna crescente darà il via al mese del Ramadan. Mancano pochi giorni ormai e i musulmani scrutano il cielo per capire quando inizierà il mese del digiuno.

In particolare, il nono mese del calendario islamico inizia quando la luna nuova per la prima volta è visibile e termina dopo la luna calante, quando è completamente sparita, prima che appaia la luna nuova successiva. E’ il mese nel quale, secondo la tradizione islamica, Maometto ricevette la rivelazione del Corano “come guida per gli uomini di retta direzione e salvezza” (Sura II, v. 185).

Per questo l’appuntamento con il cielo è fissato il 26 maggio 2017 per osservare la luna crescente. Dura 29-30 giorni e quindi dovrebbe terminare il 24 giugno.

Il digiuno

È il mese sacro del digiuno dedicato alla preghiera, alla meditazione e all’autodisciplina.  Le ore del digiuno cambiano in funzione del mese del Ramadan.  Quando il Ramadan ha luogo durante i mesi invernali occorre digiunare per 8 ore, mentre diventano 16 ore quando il Ramadan si svolge nei mesi estivi. Il pasto, che i musulmani possono consumare prima dell’alba, è chiamato Suhoor. quello dopo il tramonto, è chiamato Iftar.

Osservatorio Astronomico di Padova

L’invito arriva dalla Comunità islamica di Venezia e provincia per riscoprire il senso e la spiritualità del Ramadan, in arrivo tra pochi giorni. Come? Andando tutti assieme all’Osservatorio Astronomico di Padova per scrutare il primo spicchio di luna che stabilisce l’inizio del digiuno.

«Shaykh Hammad Al Mahamed, imâm del centro islamico di Venezia», si legge in una nota, «invita i responsabili dei centri islamici italiani ad aderire al criterio dell’avvistamento del crescente lunare compiuto sul territorio italiano, in collaborazione con gli osservatori astronomici nazionali, per la determinazione del mese di Ramadân». Motivo? «Ciò costituisce sia un’importante tradizione profetica (sunnah), sia l’unica soluzione che possa riunire i musulmani d’Italia nella determinazione del principio e del termine del mese di digiuno, altrimenti turbato da metodologie divergenti e contrapposte fedeltà nazionali». Unire, dunque, da sempre l’imperativo della comunità veneziana e della sua guida spirituale.

Ogni anno infatti, parte la corsa all’avvistamento della luna crescente e capita che ci sia chi inizi prima il digiuno, chi lo inizi dopo, a seconda, appunto, delle diverse “fedeltà nazionali”. C’è poi chi si attacca alle applicazioni, le più aggiornate, che facilitano la vita ai fedeli di Allah che hanno poco tempo o che vogliono scigoliere il nodo gordiano senza troppi grattacapi.

L’appuntamento, dunque, è per la sera del 26 maggio, assieme a Nader Akkad, imâm del centro islamico di Trieste, e con altri referenti delle comunità islamiche del Veneto «per compiere il tentativo di avvistamento del crescente lunare tradizionalmente svolto nella “notte del dubbio” (laylatu s-shakk)». L’Osservatorio Lunare Islamico Italiano – fondato per promuovere la rivivificazione di questa pratica profetica (sunnah) e per sostenere la metodologia classica ad essa legata – appoggia l’iniziativa e provvederà a diffonderne regolarmente gli esiti, insieme a quelli di analoghi tentativi di avvistamento.

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