Io sto con la sposa sbarca al Festival del cinema

0
348
Io sto con la sposa sbarca al Festival del cinema

E’ tutto pronto, ormai, mancano poche ore e il film documentario Io sto con la sposa sarà proiettato al Festival del cinema di Venezia. Domani, infatti, 3 settembre, i giornalisti vedranno in anteprima il film manifesto contro le frontiere. Giovedì 4 settembre, invece, la proiezione è aperta al pubblico e i registi hanno lanciato l’invito ad andare tutti in abito bianco per le donne, giacca e cravatta per gli uomini per trasformare il red carpet in un “white carpet”.

La proiezione,dunque, si annuncia già come uno degli eventi più interessanti della kermesse: i biglietti sono già tutti esauriti per un’anteprima che si tingerà totalmente di bianco. I tre registi, Gabriele Del Grande, Antonio Augugliaro e Khaled Al Nassiry hanno infatti chiesto al pubblico di indossare l’abito nuziale per ricordare che Io sto con la sposa “non è solo un film, ma un atto di disobbedienza civile, un film manifesto contro le frontiere e le morti in mare”. Non solo, ma dopo la proiezione, registi, cast e pubblico improvviseranno una cerimonia pubblica sul mare per commemorare le oltre 20 mila persone morte nel tentativo di passare la frontiera e raggiungere l’Europa.
“Il vestito da sposa è diventato nel nostro film il simbolo della libertà di circolazione delle persone, per questo abbiamo pensato di chiedere ai nostri sostenitori di vestirsi di bianco per condividere, e in un certo senso di indossare, questa idea che alla base del nostro lavoro – spiega uno dei registi, Antonio Augugliaro – . L’obiettivo è creare un white carpet, un red carpet totalmente bianco per rimarcare che il nostro non è solo un film ma un’azione politica, ideata e mossa da un’esigenza personale e intima, da un senso di giustizia per i tanti migranti morti a causa delle leggi sull’immigrazione”. Anche per questo dopo la proiezione ci sarà un momento di commemorazione per le vittime della frontiera. “ Andremo tutti sulla sponda del mare, per rivolgere un estremo saluto ai migranti che non sono più con noi. Ognuno scriverà un pensiero rivolto a loro, tutti i messaggi saranno poi infilati in una bottiglia e lasciati trasportare dalle correnti del mare”, aggiunge Augugliaro.
Il film racconta la storia vera del finto corteo nuziale messo in piedi dai tre registi per aiutare cinque palestinesi e siriani scappati dalla guerra e sbarcati a Lampedusa, a proseguire il loro viaggio senza documenti attraverso mezza Europa. Dall’Italia alla Svezia, questa mascherata che ha dell’incredibile, è riuscita così ad attraversare le frontiere europee, riuscendo a portare tutti nella agognata Svezia. Uno di loro, lo sposo Abdallah, è uno dei sopravvissuti al naufragio dell’11 ottobre a largo della Sicilia.
Il film è stato realizzato grazie al contributo di 2.617 sostenitori dal basso, che hanno partecipato al crowdfunding lanciato sulla piattaforma Indiego, riuscendo a raccogliere poco meno di 100mila euro. “Senza dubbio il più grande crowdfunding nella storia del cinema italiano e uno dei più importanti a livello internazionale sul fronte del documentario – sottolineano i registi. “È stato un processo straordinario e innovativo, un percorso produttivo del tutto nuovo – afferma Marco Visalberghi, di DocLab, produttore associato di “Io sto con la sposa” e già produttore di “Sacro GRA”, Leone d’oro a Venezia lo scorso anno –. Siamo usciti dalla gabbia sempre più stretta del finanziamento e della programmazione televisiva, creando un rapporto diretto con una comunità di finanziatori dal basso e finendo per imporre il film all’attenzione del mondo e dei broadcaster”.

Scritto da p.s.