In Italia aumentano i minori non accompagnati. Ecco il Rapporto Anci-Cittalia

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In Italia aumentano i minori non accompagnati. Ecco il Rapporto Anci-Cittalia

Più di 9 mila minori stranieri non accompagnati, aumentati del 98,4% in due anni (si è passati infatti dai 5879 presi in carico nel 2009 ai 4588 nel 2010, ai circa 7500 minori censiti a novembre 2011 dal Comitato minori stranieri).

Sempre più maschi, prossimi alla maggiore età, e provenienti soprattutto dai Paesi dell’Africa, dal Bangladesh e dall’Afghanistan. E’ questa, in sintesi, la fotografia sviluppata dal V Rapporto Anci-Cittalia sui minori stranieri non accompagnati in Italia, che verrà presentato oggi, 5 giugno alle 11 a Roma, nella sede dell’Anci.
Il Rapporto rappresenta nei fatti quasi un censimento, dato che i Comuni che hanno partecipato attivamente all’indagine rappresentano circa il 70% del totale della popolazione residente in Italia al 31 dicembre 2012.
Tra i dati sottolineati nel Rapporto, inoltre, il netto incremento dei Comuni di medie e piccole dimensioni impegnati nell’accoglienza, che si affiancano all’ovvia preponderanza delle città metropolitane all’interno di un contesto in cui, sottolinea lo stesso Rapporto, ‘’i minori non accompagnati rappresentano sempre più una compenente del più vasto fenomeno migratorio ma, più specificamente, della migrazione di categorie particolarmente vulnerabili’’. I dati, inoltre, sostengono le istanze dei Comuni, ribadite dal delegato all’Immigrazione dell’Anci Giorgio Pighi: ‘’L’istituzione del Fondo nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati – dice – rappresenta un passo in avanti verso un’assunzione di responsabilità da parte dello Stato centrale: un percorso che va potenziato sempre più, nell’ottica della creazione di un Sistema nazionale che, sul sistema dello Sprar, operi per l’ottimizzazione delle risorse e innalzi il livello di protezione. Risulta più che mai necessario – sostiene ancora Pighi – un ripensamento delle politiche di accoglienza che, nel rispetto delle diverse responsabilità istituzionali, scongiuri il rischio di scaricare sugli enti locali la gestione di emergenze facilmente prevedibili’’.

Scritto da redazione