Immigrazione Ramadan 2020, quanti sono i musulmani in Italia

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Ramadan

Manca poco ormai opera l’inizio del mese della preghiera e del digiuno, il Ramadan 2020. I musulmani sono pronti infatti per celebrare il mese della purificazione e iniziare le preghiere. 

Ma in Italia quanti sono i musulmani? 

Contrariamente a quanto talvolta si è detto, dagli anni ’90 ad oggi, è risultata sempre infondata un’invasione di musulmani. La loro incidenza è equivalsa in maniera costante a circa un terzo delle presenze immigrate, salvo nella metà degli anni ’90 quando raggiunse pochi punti percentuali al di sopra. Quindi -secondo i dati del Dossier Statistico Immigrazione – la popolazione musulmana presente in Italia è  pari a 1.733.000 fedeli, il 33,0% dunque della popolazione migrante, regolare, in Italia.

La composita comunità islamica ha il suo perno in Africa, con oltre il 50% dei membri (a partire dai marocchini e, a seguire, gli immigrati provenienti da Egitto, Tunisia e Senegal), ma sono importanti anche altre provenienze, sia europee (Albania) che asiatiche (Bangladesh e Pakistan). 

L’incidenza dei musulmani fra gli stranieri residenti conosce il picco del 40% in Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige. Invece, la loro incidenza rispetto alla popolazione totale residente in Italia si aggira sul 3%, un valore inferiore al 4,5-5% stimato a livello Ue e al 7,5% della Francia.

Si tratta indubbiamente di una presenza significativa ma senz’altro lontana dalle ricorrenti “sopravvalutazioni” (viene loro, infatti, attribuita un’incidenza sui residenti del 20%, secondo un’indagine svolta nel 2016 da Ipsos Mori) che finiscono per turbare l’opinione pubblica e predisporre alla chiusura (un sondaggio del 2016 condotto dal Pew Research Center ha riscontrato che il 68% degli italiani è poco favorevole alla presenza dei musulmani).

Secondo le proiezioni del Pew Research Center, prestigiosa struttura statunitense, a metà secolo i musulmani in Europa non dovrebbero superare il 10% dei residenti, mentre in Italia secondo il Dossier potrebbero raggiungere il 6%.

L’Islam culturale

«Quello più diffuso in Italia è un islam ‘culturale’, alimentato da un remoto richiamo della memoria religiosa del paese d’origine – spiega Paolo Naso, politologo dell’Università Sapienza di Roma e membro del comitato scientifico del Dossier Statistico Immigrazione – che si esprime soprattutto nel digiuno del mese di ramadan e nella partecipazione ad alcuni momenti comunitari. D’altra parte una comunità così numerosa e variegata non sempre trova guide formate e preparate a rispondere alle domande di dialogo e di presenza pubblica che le istituzioni, la società italiana e le altre comunità di fede pongono all’islam italiano. Spesso, gli imam sono sostanzialmente autodidatti in materia coranica e dottrinale, mentre si fa sempre più urgente la creazione di una scuola “italiana” che formi guide spirituali qualificate e pronte a esercitare quel ruolo di ponte e di mediazione culturale che serve a costruire un islam propriamente europeo».

Da sottolineare inoltre che, per quanto riguarda i musulmani, che quasi 3 su 10 (28,9%) sono europei, per la quasi totalità provenienti dall’area balcanica e centro-orientale (albanesi, moldavi e kosovari); per oltre la metà (52,7%) africani, soprattutto provenienti dall’area settentrionale (37,8%), con i marocchini in testa, seguiti  a distanza da egiziani e tunisini e dall’area orientale (13,6%), in cui predominano senegalesi e nigeriani; per poco meno di un quinto (18,5%) asiatici, soprattutto del sub-continente indiano (bangladesi e pakistani).