Immigrazione, il commissario Ue Avramopoulos: l’Italia non sarà sola

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Dimitris Avramopoulos parla chiaro davanti ad una folta platea e traccia un futuro difficile ma determinato per l’Europa a caccia di trafficanti d’uomini. L’Europa, -secondo quanto affermato dal Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza intervenuto durante la Fundamental rights conference 2014 organizzata dall’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, a Roma presso la Camera dei deputati, sarà in prima linea e l’Italia non sarà sola.

“Una delle mie massime priorità in questi mesi – ha infatti affermato Avramopoulos – sarà lo sviluppo di un piano Ue completo per combattere il traffico di migranti e per rafforzare gli strumenti politici, giuridici e finanziari a nostra disposizione”.
“Dobbiamo costruire una risposta fondata sul diritto penale per incriminare queste persone con maggior vigore – ha affermato il nuovo commissario europeo -. Dobbiamo distruggere il loro business model, anche se difficile da sradicare. Il piano Ue per combattere questo traffico illegale deve porre le basi sullo smantellamento di queste reti, con l’uso dell’intelligence e di campagne di informazione e sensibilizzazione”. Per il Commissario si tratta di un compito difficile, ma la volontà di intervenire non manca. “Siamo determinati a far qualcosa di più sostanziale e più efficiente – ha affermato Avramopoulos -. Gli scafisti e i passeur sono privi di scrupoli, inflessibili e ben organizzati. Alcuni sono più organizzati degli Stati stessi. Adattano il loro modus operandi costantemente alle nuove politiche e creano reti transfrontaliere che mirano ai più vulnerabili”.
Avramopoulos ha poi rassicurato l’Italia, paese in prima linea per quel che riguarda il fenomeno migratorio. “Di fronte alle sfide l’Italia non è sola – ha affermato il commissario -. La commissione europea lavorerà al fianco degli Stati membri schierati in prima linea con spirito di solidarietà e comprensione”. Per Avramopoulos “la protezione e la promozione dei diritti umani dei migranti, indipendentemente dal loro status, non è un optional – ha aggiunto -. La Carta dei diritti fondamentali ci ricorda che l’Ue si fonda sui valori universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà”. Per il commissario europeo, però, “viviamo tempi difficili”. “Conflitti in paesi come la Siria, l’Iraq o la Libia hanno ripercussioni drammatiche sulla vita di milioni di persone di cui molte sono costrette a fuggire per cercare protezione o migliori prospettive di vita in Europa”. Tuttavia, ha aggiunto Avramopoulos, tragedie come quella del 3 ottobre del 2014 a Lampedusa “non devono ripetersi”.
La gestione delle frontiere dell’Europa, però, resta uno dei tempi più complessi da affrontare. “Ogni anno decine di migliaia cercano di eludere i controlli alle frontiere per entrare in modo irregolare – ha affermato il commissario europeo -. La nostra politica di gestione delle frontiere è una priorità, tuttavia, un alto livello di sicurezza è compatibile con la piena protezione dei diritti degli immigrati. Il controllo delle frontiere si deve applicare senza ledere i diritti. Apertura e sicurezza sono due pilastri ugualmente importanti per la casa Europa”. Per il commissario, inoltre, occorre potenziare le vie legali di arrivo in Europa. Secondo Avramopoulos, attualmente è “difficile per chi chiede protezione internazionale entrare legalmente nell’Ue. Dobbiamo migliorare queste vie”. Un esempio può essere quello del reinsediamento di rifugiati, ma non basta. “Abbiamo bisogno di altre vie legali per coloro che cercano protezione. Dobbiamo espandere i programmi di protezione nell’Africa del nord e corno d’Africa”.
Il commissario europeo per le migrazioni, infine, ha ricordato il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati. “I richiedenti asilo non sono l’unico gruppo a cui miriamo – ha affermato -. Vorrei ricordare le migliaia di minori non accompagnati che arrivano in Europa ogni anno. È davvero un problema delicato e per me rappresenta una priorità personale”. Anche un questo caso, ha ricordato Avramopoulos, non ci sono soluzioni semplici, ma “c’è una forte volontà politica – ha aggiunto -. Sono convinto che agendo insieme possiamo migliorare la situazione attuale, la nuova commissione è ben attrezzata per affrontare questi problemi. Dieci anni fa tutti pensavano che il problema riguardasse solo il sud dell’Europa. Ora tutti vedono che si tratta di un problema paneuropeo”.

Scritto da redazione