“Il vento fra i capelli. La mia lotta per la libertà nel moderno Iran” Oggi, ore 18, incontro online con l’autrice Masih Alinejad

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Oggi, alle ore 18, sui canali social dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Facebook, YouTube), incontro online con la giornalista e scrittrice iraniana Masih Alinejad, uno dei volti più noti al mondo nella lotta all’obbligo del velo, fondatrice della seguitissima campagna social «My stealthy freedom» («La mia libertà clandestina») e autrice del libro “Il vento fra i capelli. La mia lotta per la libertà nel moderno Iran” pubblicato in Italia da Nessun Dogma, progetto editoriale dell’Uaar.

A dialogare con Masih Alinejad ci saranno, in collegamento dal circolo Uaar di Pordenone:

  • Taher Djafarizad, nato a Talesh (Iran) nel 1956 e dal 1980 in Italia. Sociologo da sempre impegnato per i diritti umani, è il fondatore dell’associazione NedaDay (intitolata alla studentessa Neda Salehi AghaSoltan, uccisa durante le proteste del 2009 contro il regime iraniano), che promuove campagne internazionali a sostegno delle donne, come quella per vietare i matrimoni precoci;
  • Darvishi Baharak, nata a Rasht (Iran), si è laureata in microbiologia e vive da 25 anni in Italia. Attivista per i diritti delle donne, collabora con l’associazione NedaDay.

Introduce e modera l’incontro Giorgio Maone, responsabile Eventi e Relazioni internazionali dell’Uaar; con la partecipazione del responsabile del circolo di Pordenone, Loris Tissino.

Per seguire la diretta:

Facebook: bit.ly/3kLlgqO

YouTube: bit.ly/3kMgtp5

***

«Sono nata l’11 settembre 1976, ed ero soltanto una bimba di due anni che muoveva i primi passi e cominciava a parlare quando la Rivoluzione islamica spodestò lo scià Mohammad Reza Pahlavi, mettendo fine a duemila anni di monarchia persiana. È stato il cataclisma più drammatico della storia dell’Iran moderno. Sono figlia della Rivoluzione islamica e ho trascorso gran parte della mia vita nella sua ombra. La mia storia è la storia dell’Iran moderno, della tensione tra le propensioni laiche del suo popolo e l’islamizzazione coatta della società, della lotta delle donne, soprattutto giovani, per rivendicare i loro diritti e opporsi all’introduzione della shari’a, alle violazioni dei diritti umani e delle libertà civili. La rivoluzione ha cambiato tante cose, ma per le donne in particolare ha portato a molti passi indietro. Nella Repubblica islamica nascere donna è come avere un handicap» (Masih Alinejad “Il vento fra i capelli. La mia lotta per la libertà nel moderno Iran”).

Ulteriori informazioni: www.nessundogma.it

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